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MESSINA

1. Piazza Duomo e l’Orologio Astronomico

La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta o Duomo di Messina, è la chiesa madre della città e sorge nel centro storico di Messina, con la facciata ed il campanile rivolti sull’ampia piazza del Duomo. Il sacro edificio ha pianta basilicale a tre navate, con transetto e tre absidi rivolte ad oriente secondo l’uso greco. Il tesoro del duomo di Messina è custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio, la ricchissima raccolta consta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria, opera della rinomata scuola orafa messinese. Il pezzo più prezioso del tesoro è la cosiddetta “Manta d’oro”. La cripta della cattedrale è rimasta intatta fino ai giorni nostri ed è composta da archi, colonnine e capitelli romanici. Il campanile contiene il concerto più grande di tutta la Sicilia composto da ben 8 campane! A Mezzogiorno, tutti i giorni parte il famoso carosello delle statue di bronzo, accompagnate dal suono dell’Ave Maria di Schubert! Nel campanile è presente anche l’orologio astronomico più grande del mondo! Nella piazza è presente anche la fontana di Orione definita “La più bella fontana del Cinquecento europeo”.

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2. Stretto di Messina e Madonnina del Porto

Lo stretto di Messina è un braccio di mare che separa la Calabria dalla Sicilia, collegando i mari Tirreno e Ionio e bagnando le città di Reggio Calabria e Messina. Nell’antichità era noto come Stretto di Scilla e Cariddi dal nome dei due mostri omonimi che secondo le leggende funestavano la navigazione tra Calabria e Sicilia. Le condizioni idrologiche dello stretto di Messina sono straordinarie, e altrettanto speciali sono i popolamenti che esso ospita. Le caratteristiche delle acque dello stretto determinano uno straordinario ecosistema, unico nel mar Mediterraneo! A rendere ancora più suggestivo il panorama dello stretto è la presenza della Stele della Madonna della Lettera posizionata nel porto di Messina! L’opera ospita sull’estremità superiore la statua modellata della Madonna del Porto che tiene in mano la sacra lettera.

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3. Torre Faro tra i Laghi di Ganzirri ed il Pilone

Torre Faro è una frazione del comune di Messina, situata sulla punta nord-est della Sicilia, sorge in corrispondenza di Capo Peloro, dove lo Stretto di Messina raggiunge il minimo della sua grandezza e la Calabria dista dalla Sicilia solo 3,6 km. L’area comprende anche i laghi di Ganzirri: uno dei sistemi lagunari più interessanti dell’Italia dal punto di vista scientifico ed è tutelato da un vincolo naturalistico e paesaggistico. Nel comprensorio di Ganzirri si trova il Lago Grande o Pantano Grande collegato al Lago Piccolo o Pantano Piccolo tramite il canale dei Margi. Il lago di Ganzirri è inoltre collegato direttamente con il Mare Ionio, mentre quello di Torre Faro con il Mar Tirreno. Rinomati in tutta la Sicilia sia per la tradizionale attività di molluschicultura sia come frequentata zona di villeggiatura dello Stretto, da qualche anno il lago di Ganzirri è stato inserito nell’area de la Riserva Naturale Orientata della Laguna di Capo Peloro. Sulla punta di Torre Faro sorge anche il Pilone dello Stretto, traliccio in disuso dell’elettrodotto ad alta tensione uno dei simboli più rappresentativi di Messina e dello stretto.

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4. Taormina, il Teatro Antico e l’Isola Bella

Taormina è uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della regione siciliana, conosciuta per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici. È situata su una collina a 206 m di altezza, sospesa tra rocce e mare, su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali, unico per varietà e contrasti, sulle pendici meridionali dei monti Peloritani della riviera ionica con l’Etna sullo sfondo. Il teatro antico di Taormina è il secondo teatro antico per dimensioni in Sicilia, dopo il teatro greco di Siracusa. L’impianto originario risale al III secolo a.C. e a partire dagli anni cinquanta il teatro è stato impiegato per varie forme di spettacolo che spaziano dal teatro ai concerti, dalle cerimonie di premiazione del David di Donatello ai concerti sinfonici, dall’opera lirica al balletto. Il teatro risulta scavato nella roccia e la scena ha per sfondo il mar Ionio e l’Etna. Ha un diametro massimo di 109 metri ed un’altezza di circa 20 metri. La cavea è suddivisa in nove settori da otto scale che consentono l’accesso degli spettatori. L’isola Bella è un’area naturale protetta situata nel comune di Taormina, chiamata anche “la perla del Mediterraneo” fu acquistata nel 1890 da Florence Trevelyan che la valorizzò costruendovi una casetta e piantumandovi rare essenze pregiate, specie non autoctone e arbusti rari. La riserva contiene un ambiente marino di grande varietà con dei fondali ricchi di relitti di navi e reperti archeologici.

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5. Tindari e la Riserva Naturale dei Laghetti di Marinello

Tìndari è una frazione di Patti situata su un promontorio costiero che si sporge, da un’altezza di 268 m, a picco sul mar Tirreno e sulla Riserva naturale orientata dei laghetti di Marinello. La riserva ai piedi del promontorio è collegata all’area sacra e al parco archeologico mediante il sentiero denominato Coda di Volpe, via di pellegrinaggio al santuario mariano. Il Santuario di Tindari, si trova all’estremità orientale del promontorio, a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell’antica acropoli, dove una piccola chiesa era stata costruita sui resti della città abbandonata. La devozione alla “Matri ‘u Tinnaru” è indubbiamente tra le più antiche devozioni mariane in Sicilia, diffusa e festeggiata praticamente in tutta l’isola. La statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro proviene dall’Egitto. I resti della città antica si trovano nella zona archeologica, in discreto stato di conservazione, insieme al teatro che venne costruito in forme greche alla fine del IV secolo a.C. e in seguito rimaneggiato in epoca romana. Alla base del promontorio si trova una zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d’acqua, la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. La spiaggia è conosciuta con il nome di Marinello e vi sono legate diverse leggende. Secondo una di esse la spiaggia si sarebbe formata miracolosamente in seguito alla caduta di una bimba dalla terrazza del santuario, ritrovata poi sana e salva sulla spiaggia appena creatasi per il ritiro del mare. La madre della bambina, una pellegrina giunta da lontano, in seguito al miracolo, si sarebbe ricreduta sulla vera natura miracolosa della scultura, della quale aveva dubitato a causa dell’incarnato scuro della Vergine.

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6. Montalbano d’Elicona e i Megaliti d’Argimusco

Montalbano Elicona è una cittadina che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia ed è stata proclamata “borgo dei borghi 2015”. È caratterizzata dalla presenza, nella parte antica dell’abitato, di un castello medievale che fu residenza estiva di re Federico III di Sicilia. La parte più antica del castello fu costruita dai Normanni, all’interno del maniero è presente la Cappella Palatina della Santissima Trinità, privilegio esclusivo dei sovrani. Nel comune di Montalbano Elicona ricade anche il sito Megaliti d’Argimusco: un altopiano che si trova poco a nord dell’Etna, all’incirca al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani. L’altopiano è molto panoramico in quanto si possono ammirare da vicino sia l’Etna che le isole Eolie. In questa zona sorgono numerosi roccioni di arenaria modellati in forma curiosa e suggestiva. Le pietre possiedono particolari forme, antropomorfe e zoomorfe, la cui natura è da associare all’erosione eolica sebbene la tradizione popolare le attribuisca ad un antico intervento umano.

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7. Milazzo e Capo Milazzo

Milazzo fu fondata dai Greci intorno al 716 a.C. e sorge all’inizio di una penisola lunga circa 8 km (Capo Milazzo) nel Mar Tirreno. Un primo monumento di grande interesse a Milazzo è il Duomo antico che si trova all’interno della città fortificata. A sovrastare il Borgo antico di Milazzo vi è la più estesa cittadella fortificata esistente in Sicilia: il castello di Milazzo, conosciuto anche come Cittadella fortificata di Milazzo. Il castello era tra le dimore predilette del sovrano Federico II di Sveva, quando in Sicilia voleva essere lontano dalla convulsa vita di corte palermitana nel Palazzo dei Normanni. Nell’estremità del capo è presente la Riserva marina del Promontorio di Capo Milazzo con la meravigliosa piscina di Venere. Nella parte finale del promontorio, vi è il Santuario di Sant’Antonio da Padova, un vero e proprio rifugio rupestre, dove il santo trovò riparo dopo essere naufragato su quella costa nel gennaio 1221 e poi trasformato in luogo di culto.

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8. Fiumara d’Arte e Piramide 38″ Parallelo

La Fiumara d’arte è un museo all’aperto costituito da una serie di dodici opere di artisti contemporanei ubicate lungo gli argini del fiume Tusa, nei pressi del comune di Tusa, che anticamente scorreva tra i monti Nebrodi, fino all’antica città di Halaesa. La fiumara nacque quando nel 1982 Antonio Presti commissionò a Pietro Consagra la prima scultura: La materia poteva non esserci. Nel corso degli anni le opere sono aumentate fino al 21 marzo 2010, quando venne inaugurata l’opera Piramide 38º parallelo: un tetraedro titanico cavo, realizzato in acciaio Corten, costruita su una altura in territorio di Motta d’Affermo, affacciata sul mare e in linea d’aria di fronte agli scavi dell’antica città di Halaesa. Nel punto in cui venne costruita, la Piramide è in asse col 38º parallelo.

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9. Capo d’Orlando

La Fiumara d’arte è un museo all’aperto costituito da una serie di dodici opere di artisti contemporanei ubicate lungo gli argini del fiume Tusa, nei pressi del comune di Tusa, che anticamente scorreva tra i monti Nebrodi, fino all’antica città di Halaesa. La fiumara nacque quando nel 1982 Antonio Presti commissionò a Pietro Consagra la prima scultura: La materia poteva non esserci. Nel corso degli anni le opere sono aumentate fino al 21 marzo 2010, quando venne inaugurata l’opera Piramide 38º parallelo: un tetraedro titanico cavo, realizzato in acciaio Corten, costruita su una altura in territorio di Motta d’Affermo, affacciata sul mare e in linea d’aria di fronte agli scavi dell’antica città di Halaesa. Nel punto in cui venne costruita, la Piramide è in asse col 38º parallelo.

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10. Cascata del Catafurco

Galati Mamertino è un comune del Parco dei Nebrodi, si tratta di un centro per lo più agricolo che vanta numerosi tesori e che conserva ancora un assetto urbanistico tipico dei quartieri medievali. Nel territorio è presente la cascata del Catafurco, una cascata naturale che si forma in corrispondenza di un dislivello di circa 30 m lungo il corso del torrente San Basilio, nel parco dei Nebrodi in territorio di Galati Mamertino. Alla base della cascata le acque si raccolgono in una cavità naturale, scavata nella roccia, chiamata Marmitta dei Giganti, dove, nella bella stagione, è possibile bagnarsi.

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11. Monte Soro e Lago Maulazzo

Il monte Soro è la cima più alta dei monti Nebrodi dalla sua vetta è possibile vedere da nord a sud le Isole Eolie e l’Etna, ad est il rilievo Serra del Re che occlude la vista ai Monti Peloritani, a sud-ovest il Monte Altesina sui Monti Erei e ad ovest la catena dei Nebrodi e le Madonie. In inverno è tra le prime vette dell’isola ad essere coperta dalla neve che a volte può durare da novembre fino ad aprile. Alle pendici del Monte Soro sorge il lago Maulazzo (o Maullazzo), un bacino artificiale di circa 5 ettari di notevole importanza naturalistica e paesaggistica, incastonato nella superba faggeta di Sollazzo Verde. Questo lago offre scenari bellissimi, con colori ed atmosfere che cambiano nel corso delle stagioni, ed è particolarmente apprezzato da tutti gli appassionati di fotografia.

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12. Mistretta e la Valle delle Cascate

Mistretta è un comune del Parco dei Nebrodi in una zona ricca di selvaggina e famosa fin dall’antichità per il suo splendore naturalistico. Il panorama che si può ammirare dalle parti più alte del paese, è spettacolare: dai boscosi monti si scende con lo sguardo fino al mare, con sullo sfondo le Isole Eolie. Se a questo si aggiunge che durante l’inverno il paese è ricoperto di neve, lo scenario cui si può assistere è davvero incantevole. A circa quattro chilometri dal centro abitato, nella valle sottostante Montepiano, l’antica cittadina di Mistretta ha un sito naturalistico composto da un rilevante numero di cascate di varie dimensioni, attive prevalentemente dall’autunno fino alla tarda primavera. La più alta fra esse, si trova in contrada Pietrebianche e raggiunge oltre 33 metri, nel raggio di meno di 500 metri dalla più grande, se ne trovano altre sei, ciascuna con una propria caratteristica conformazione.

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