antonello-messina

Antonello da Messina

DATA NASCITA6 Settembre 1925
LUOGO NASCITAPorto Empedocle
ALTEZZA
CAPELLI
OCCHI
INSTAGRAM

Antonello da Messina è stato un pittore italiano, nato a Messina tra il 1429 e il 1430. E’ considerato il massimo esponente della pittura siciliana del XV secolo.

Antonello svolse il suo primo apprendistato, tra le città di Messina e Palermo. Intorno al 1450, Antonello da Messina si recò a Napoli, per iniziare la sua carriera di pittore come apprendista nella bottega di Colantonio. Qui venne in contatto con la pittura fiamminga, spagnola e provenzale. All’Antonello di questo periodo vengono attribuite dieci tavolette con Beati francescani, realizzate per la chiesa di San Lorenzo Maggiore.

La cosiddetta “Crocifissione di Sibiu”, del 1460, è conservata al Muzeul de Artà di Bucarest, e inaugura uno dei temi base della produzione antonelliana: quella del martirio di Cristo.

Risale al 1475, la “Crocifissione di Anversa”, conservata presso il Musée Royal de Beaux-Arts della città. Le prime vere commissioni appartengono al 1457, quando gli viene richiesto di eseguire il gonfalone della confraternita di San Michele dei Gerbini a Reggio Calabria, un’opera perduta.
Al 1460, risale l’esecuzione della “Madonna Salting”. Dopo il 1460, si collocano le due tavolette di Reggio Calabria, con Abramo servito dagli angeli e San Girolamo penitente, conservate presso la Pinacoteca civica.
Nel 1461, Antonello dipinse per il nobile messinese Giovanni Mirulla, una perduta Madonna col Bambino.

Tra il 1465 e il 1470, Antonello realizzò il “Ritratto d’uomo di Cefalù”, oggi esposto al Museo Mandralisca.

Negli anni successivi, l’artista risalì l’Italia, toccando Roma, la Toscana e le Marche, venendo a contatto con le opere di Piero della Francesca. Nel 1474, Antonello si recò a Venezia, dove venne a conoscenza della pittura del Bellini. Il “Salvator mundi” è la sua prima opera firmata e datata.

Del 1473 è l’”Ecce Homo” del Collegio Alberoni di Piacenza, firmato e datato. Risale invece al 1474 l’”Annunciazione”, contenuta presso il Museo Bellomo di Siracusa. “San Girolamo nello studio”, conservato alla National Gallery di Londra, è dell’anno successivo.

Tra il 1475 e il 1476 eseguì la “Pala di San Cassiano”, conservata a Vienna. Del 1476 fu il “San Sebastiano di Dresda”, parte centrale di un Trittico di San Giuliano; qui la sua inventiva, portò Antonello a rappresentare la scena in un innovativo paesaggio contemporaneo, popolato di figure minuscole.

Al suo ritorno in Sicilia, si deve l’”Annunciata” di Palermo, sicuramente uno dei suoi dipinti più celebri; Maria, assorta nella lettura, è colta nell’attimo in cui l’angelo se n’è appena andato (oppure nel momento dell’interrogazione). Dello stesso anno è il “Ritratto d’uomo”, conservato presso il Museo Civico d’Arte Antica di Torino.

Tra il 1476 e il 1478, Antonello dipinse la “Pietà” del Museo del Prado. La piccola tavoletta antonelliana del “Cristo alla colonna”, datata 1476 circa, è oggi visibile al Museo del Louvre.

Antonello morì a Messina nel 1479. Chiese di essere sepolto in un saio; la sua tomba è custodita a Messina, nella chiesa di Santa Maria di Gesù Superiore.
Antonello fu uno dei primi artisti italiani ad usare la tecnica a olio, che permetteva di stendere il colore in successive velature trasparenti, che davano al quadro una precisione, una morbidezza del tratto e una luminosità, non ottenibili con la tempera.

Blog at WordPress.com.