Itinerari a Catania

1) Piazza Duomo e la Fontana dell’Elefante
Piazza del Duomo di Catania è la principale piazza della città, dove confluiscono tre strade, ovvero la via Etnea, la storica asse cittadina, la via Giuseppe Garibaldi e la via Vittorio Emanuele II. Sul lato orientale della piazza sorge il Duomo di Sant’Agata il principale luogo di culto di Catania, dedicato alla patrona della città festeggiata il 5 febbraio. La cattedrale conserva stili differenti: dal Normanno, al Barocco, fino al Neoclassicismo, inoltre, è l’unico esempio di “chiesa- fortezza” in Italia. Si accede al sagrato attraverso una breve scalinata in marmo che culmina in una cancellata in ferro battuto ornata con 10 santi in bronzo. All’interno, le sopraelevazioni degli altari sono costituite da opere pittoriche caratterizzate da monumentali cornici in stile barocco di legno scolpito e dorato. In fondo alla navata destra si apre la cappella più cara a tutti i catanesi, autentico scrigno di tesori d’arte, ambiente dedicato a Sant’Agata. Sul lato nord della piazza si trova il palazzo degli Elefanti, ovvero, il Municipio. Dall’altro lato della piazza sono collocate la fontana dell’Amenano, dentro la quale vengono gettate delle monetine (come nella fontana di Roma). Al centro della piazza si trova quello che è il simbolo di Catania, ovvero “u Liotru”, una statua in pietra lavica raffigurante un elefante, sormontata da un obelisco, posta al centro di una fontana in marmo.
| LUOGO | Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Alto |

2) A Piscaria il Mercato del Pesce
La Pescheria è l’antico mercato del pesce della città di Catania ed è inserito nel percorso turistico per l’esperienza che si vive passando fra i banchi dei pescivendoli. Il mercato è sempre affollato ed il vocio incessante dei venditori crea un sottofondo quasi arabo e si respira la tipica atmosfera di una medina.
| LUOGO | Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Alto |

3) Teatro e Odeon Romani
Il Teatro romano di Catania è situato nel centro storico della città etnea, il suo aspetto attuale risale al II secolo, ad est confina con un teatro minore, detto Odeon. La struttura teatrale visibile appartiene alle grandi costruzioni del genere di epoca antonina, composta da una complessa scena, decorata da colonne marmoree in seguito resa monumentale con l’aggiunta di nicchie e finti ambienti prospettici che dovevano creare l’illusione di una più vasta profondità. L’Odéon di Catania, accanto al Teatro Romano ancora oggi è utilizzato per spettacoli estivi. La costruzione semicircolare, avente una capacità di circa 1500 spettatori, è caratterizzata da diciotto muri che formano cunei stretti e lunghi all’interno dei quali ci sono diciassette vani coperti.
| LUOGO | Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

4) Il Vulcano Etna
L’Etna, detto anche Mongibello, è un vulcano attivo della Sicilia originatosi nel Quaternario, ed è il più alto vulcano attivo d’Europa. Le sue frequenti eruzioni nel corso del tempo hanno modificato profondamente il paesaggio circostante e in tante occasioni hanno costituito una minaccia per gli insediamenti abitativi alle sue pendici. Il 21 giugno 2013, il Comitato UNESCO ha inserito l’Etna nell’elenco dei beni costituenti il Patrimonio dell’umanità. L’Etna sorge sulla costa orientale della Sicilia, a sud-ovest dei Monti Peloritani e a sud-est dei Monti Nebrodi, nel territorio della città di Catania. Il vulcano è classificato tra quelli definiti a scudo e la sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni, le più recenti misure hanno rivelato che l’altezza dell’Etna è di circa 3400 metri. I quattro crateri sommitali sono: la Voragine e la Bocca Nuova, il Cratere di Nord-Est e il Cratere di Sud-Est, che è attualmente il punto più alto dell’Etna. La sua superficie è caratterizzata da una ricca varietà di ambienti che alterna paesaggi urbani, folti boschi che conservano diverse specie botaniche endemiche ad aree desolate ricoperte da roccia magmatica e periodicamente soggette a innevamento alle quote più alte. Le aree turistiche da dove si può partire per le escursioni in cima al vulcano sono raggiungibili agevolmente dai versanti sud e nord-est in cui si trovano anche le due stazioni sciistiche del vulcano (Etna sud e Etna nord). L’Etna si presta particolarmente agli sport invernali quali sci alpino, sci di fondo, scialpinismo e snowboard. Sono presenti anche guide specializzate e mezzi fuoristrada che in sicurezza portano i visitatori fino ai crateri sommitali.
| LUOGO | Etna | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

5) Acicastello e Acitrezza
Aci Castello e le altre Aci traggano la propria origine da Xiphonia, misteriosa città greca scomparsa, probabilmente oggi in comune di Aci Catena. Il castello di Aci è il principale luogo d’interesse della città, la fortificazione fu il fulcro dello sviluppo del territorio delle Aci nel medioevo. Il castello sorge su un promontorio di roccia lavica, a picco sul mare blu cobalto ed inaccessibile tranne che attraverso una scalinata in muratura. Il ponte levatoio in legno che oggi non esiste più occupava parte della scalinata d’ingresso. Aci Trezza è una frazione di di Aci Castello centro di antica tradizione peschereccia, fondato alla fine del Seicento, il paese si affaccia sul mar Ionio dinanzi al piccolo arcipelago delle Isole Ciclopi, sito di interesse naturalistico e geologico. Aci Trezza è nota inoltre per essere il luogo in cui sono stati ambientati il romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga. Il litorale di Aci Trezza è interamente compreso nei confini dell’Area marina protetta delle Isole Ciclopi luogo dove hanno avuto inizio le prime eruzioni dell’Etna! I faraglioni dei Ciclopi: sono otto scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono lanciati da Polifemo ad Ulisse per ostacolarne la fuga. Poco lontana dalla costa, si trova anche l’Isola Lachea, identificata come l’omerica Isola delle capre.
| LUOGO | Acicastello | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

6) Caltagirone e le sue Ceramiche
Caltagirone è un centro urbano posto a cavallo tra la Sicilia orientale e centrale, si affaccia tra le due più grandi pianure dell’isola: quelle di Catania e di Gela. Conosciuta per la tradizionale produzione di ceramiche, oggi è un importante centro agricolo e turistico. Il centro storico, caratterizzato dallo stile tardo-barocco, è stato insignito del titolo di Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2002. La basilica cattedrale di San Giuliano è il principale luogo di culto di Caltagirone, chiesa di origine normanna, che subì varie ricostruzioni a causa dei terremoti che colpirono la zona. La Scalinata di Santa Maria del Monte fu costruita nel 1606 al fine di collegare la parte antica di Caltagirone alla nuova città costruita nella parte alta. La scalinata, lunga oltre 130 metri, è fiancheggiata da edifici balconati ed è oggi uno dei monumenti identificativi della città. In ogni alzata di gradino è stato applicato un rivestimento di maiolica con temi floreali e geometrici. La scala è annualmente illuminata il 24 ed il 25 luglio per la festa di San Giacomo, patrono della città, da migliaia di lumini a fiammella viva. In questa occasione viene interrotta ogni forma di illuminazione elettrica, il risultato visivo che ne deriva è una sorta di colata lavica. Il Museo della ceramica di Caltagirone è specializzato nell’esposizione di reperti di ceramiche realizzate in Sicilia a partire dalla preistoria, al suo interno è presente una vasta raccolta di ceramiche, circa 2.500 reperti, che forniscono al visitatore un’ampia visione della storia dell’arte della ceramica.
| LUOGO | Caltagirone | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

7) Parco Monte Serra e Casa delle Farfalle
Sito nel comune di Viagrande, alle pendici dell’Etna, il Parco Monte Serra prende il nome dall’omonimo monte sul quale si sviluppa, per un’estensione di circa 30 ettari. Il Parco protegge un ricco ambiente naturale offrendo ai visitatori un’oasi di verde facilmente accessibile: oltre al conetto vulcanico ricoperto da macchia mediterranea, si trovano un bosco di querce, sentieri in natura e aree attrezzate per la fruizione e la didattica ambientale. Grazie all’attenta difesa del territorio, la flora e la fauna di questo ambiente si sono sempre più arricchite di nuovi elementi, vantando oggi la presenza stabile di specie di grande valore naturalistico. Nel parco è presente la Casa delle Farfalle, una grande serra tropicale dove centinaia di farfalle, tra le più belle e straordinarie del mondo, dalle forme e i colori più vari, sono libere di volare e di farsi ammirare.
| LUOGO | Viagrande | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

8) Acireale e Santa Maria la Scala
Acireale è una città che sorge a metà della costa Ionica siciliana, è nota, in particolar modo, per il suo carnevale, per il barocco, le sue bellezze naturalistiche e la sua costa lavica. Comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari dotati di porticciolo, tra cui Santa Maria la Scala. Il centro di Acireale è la Piazza del Duomo, su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui la Chiesa Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Comune, il Palazzo Modò. La cattedrale di Acireale è dedicata a Maria Santissima Annunziata, ma è comunemente attribuita al culto di Santa Venera, la patrona. Alla periferia sud si trovano le terme di Santa Venera, costruite in stile neoclassico all’interno del giardino inglese. Il Carnevale di Acireale, tra i più importanti della Sicilia e d’Italia è una competizione per i carri allegorici, infiorati e in miniatura più belli. La frazione di Santa Maria la Scala è raggiungibile dalla caratteristica strada delle “Chiazzette”, non carrozzabile, che s’inerpica sulla Timpa e che costituisce un interessante itinerario naturalistico. Il borgo è frequentato come località balneare con una spiaggetta di grossi ciottoli di pietra lavica levigati dal moto ondoso.
| LUOGO | Acireale | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

9) Cascate dell’Oxena
Le cascate dell’Oxena (o dell’Ossena) sono una cascata naturale in territorio di Militello in Val di Catania. Si tratta di cascate naturali situate a sud del territorio di Militello, al confine con il territorio di Francofonte. Incastonate in un contesto ambientale caratterizzato da specie ripariali che accompagnano il corso d’acqua e dalla presenza di olivastri, carrubi, querce, fichi d’India, tamerici e oleandri, le cascate sono alimentate in regime permanente dal torrente Oxena. Rocce basaltiche caratterizzano, nel tratto comprendente le cascate, l’alveo del torrente Oxena. L’ambiente intorno è formato da cave verdeggianti e pianori assolati. Le cascate dell’Ossena costituiscono oggi uno degli ambienti naturali più integri degli Iblei catanesi. Le cascate sono attive tutto l’anno, assicurando la presenza di acqua anche nei periodi di siccità.
| LUOGO | Militello in Val di Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

10) Riserva Naturale La Timpa
La riserva naturale orientata La Timpa è un’area naturale protetta sita su di un promontorio di circa 80 m di altezza a ridosso della costa di Acireale. La riserva è caratterizzata da rocce di origine vulcanica gradinate e da diverse faglie dove cresce una fitta vegetazione. Si tratta di un massiccio formato a gradinate e faglie, originato sin dal cratere centrale sembra emergere con le sue lave dal mare. È formato da una sovrapposizione di strati avvenute nelle varie epoche. Grazie alla particolare conformazione, che rende impervio l’accesso e la fruizione, il territorio della riserva si presenta conservato ed in larga parte assolutamente incontaminato. Per la particolarità il promontorio fu nei secoli utilizzato come piazzaforte militare, soprattutto per scopi di difesa dalle incursioni piratesche tramite la Fortezza del Tocco.
| LUOGO | Acireale | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

11) Monastero dei Benedettini
Il Monastero di San Nicolò l’Arena di Catania, oggi sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università, è uno dei complessi monastici più grandi d’Europa e un capolavoro del tardo barocco siciliano, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio mondiale. Fondato nel 1558 dai monaci cassinesi sulla collina di Montevergine, il monastero ha attraversato nei secoli vicende tormentate: danneggiato dalla colata lavica del 1669 e in parte distrutto dal devastante terremoto del 1693, fu ricostruito a partire dal 1702 e progressivamente ampliato fino ad assumere l’aspetto attuale. Visitandolo, sembra di leggere un libro aperto di storia e architettura: restano tracce del primo impianto cinquecentesco, come il Chiostro dei Marmi con le eleganti colonne di marmo di Carrara, mentre le ricostruzioni settecentesche hanno donato al complesso un’impronta barocca sontuosa, arricchita da chiostri, giardini pensili e ampi spazi di vita monastica. La chiesa di San Nicolò, pensata come una “piccola San Pietro siciliana”, rimase incompiuta, ma ancora oggi impressiona per le sue dimensioni. Oltre ai chiostri e ai giardini, il monastero custodisce due domus romane e ospita il Museo della Fabbrica, che racconta le vicende del complesso attraverso i secoli. Dopo la soppressione degli ordini religiosi nel XIX secolo, l’edificio fu destinato a usi civili e militari, fino a diventare sede universitaria negli anni ’80 del Novecento. Passeggiando tra le sue sale, i chiostri e i giardini sospesi, si respira l’anima di un luogo che ha saputo trasformarsi senza perdere la sua imponenza e bellezza.
| LUOGO | Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

12) Castello Ursino
Il Castello Ursino, costruito da Federico II di Svevia a partire dal 1239 su progetto dell’architetto Riccardo da Lentini, è uno dei simboli più imponenti della Catania medievale. Nato come presidio difensivo all’interno di un vasto sistema di fortificazioni costiere voluto dall’imperatore, fu anche residenza reale e sede di eventi cruciali della storia siciliana. Durante i Vespri, tra le sue mura si riunì il Parlamento che proclamò re Federico III d’Aragona, trasformando il maniero nella sede della corte aragonese fino al XV secolo. Nei secoli successivi il castello fu adattato a nuove funzioni: fortezza rinascimentale e soprattutto prigione, come testimoniano i numerosi graffiti lasciati dai detenuti, piccoli frammenti di vita incisi sulle pareti delle celle. La grande eruzione dell’Etna del 1669 e il terremoto del 1693 modificarono radicalmente il paesaggio circostante: la lava circondò il castello, sommerse i bastioni e spinse la linea di costa più indietro, facendo sì che l’antica fortezza sul mare si ritrovasse oggi al centro della città. Dopo secoli di degrado e trasformazioni, negli anni Trenta del Novecento il maniero fu restaurato e destinato a sede del Museo Civico di Catania. Oggi, all’interno delle sue mura di pietra lavica e delle grandi sale voltate a crociera, si custodiscono le preziose collezioni dei Biscari e dei Benedettini, insieme a opere che raccontano la storia e l’identità della città etnea.
| LUOGO | Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

13) Riviera dei Ciclopi
La Riviera dei Ciclopi è uno dei luoghi più affascinanti della costa catanese, dove mito e natura si intrecciano. Secondo la leggenda, i grandi faraglioni di basalto che emergono dal mare di Acitrezza furono scagliati dal ciclope Polifemo contro Ulisse, in fuga dopo averlo accecato. In realtà, queste imponenti formazioni rocciose sono il frutto delle eruzioni primordiali dell’Etna, che in tempi remoti modellò il paesaggio costiero creando scenari unici al mondo. Il cuore della Riviera è rappresentato dall’arcipelago dei Ciclopi, composto dall’Isola Lachea e da una serie di faraglioni oggi protetti dall’Area Marina “Isole Ciclopi”. Qui la natura regala un ecosistema straordinario: sui fondali lavici crescono praterie di posidonia e alghe, mentre tra gli scogli si rifugiano crostacei, pesci e spugne. Proprio sull’Isola Lachea vive inoltre una specie endemica di lucertola, la Lacerta sicula ciclopica, che arricchisce il patrimonio naturalistico della zona. L’isola, ceduta all’Università di Catania alla fine dell’Ottocento, custodisce anche importanti tracce storiche: tombe scavate nella roccia, grotte frequentate in età preistorica e resti che testimoniano antichi insediamenti. Oggi ospita un piccolo museo e rappresenta un prezioso laboratorio naturale, frequentato da studiosi e appassionati. Passeggiare lungo la Riviera dei Ciclopi, tra Aci Castello e Acitrezza, significa immergersi in un vero parco geologico a cielo aperto, dove le leggende di Omero si fondono con la storia millenaria della Sicilia e con la bellezza di un paesaggio marino di straordinaria suggestione.
| LUOGO | Aci Castello | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

14) Bronte la Città del Pistacchio
Adagiata alle pendici dell’Etna, Bronte domina dall’alto la valle del Simeto, tra paesaggi di colate laviche e terreni fertili che da secoli nutrono coltivazioni ricche e variegate. La leggenda narra che la città fu fondata dal ciclope Bronte, figlio di Nettuno e fabbro di Vulcano nella fucina di Mongibello. La storia, invece, racconta di un territorio abitato fin dall’antichità da popolazioni preelleniche, poi dai Sicelioti, dai Romani e, nei secoli successivi, da Bizantini, Arabi e Normanni. Il suo massimo sviluppo si ebbe nel Cinquecento, periodo a cui risale l’impianto urbanistico e l’eleganza rinascimentale di molti edifici. Bronte è famosa nel mondo per il suo “oro verde”: il pistacchio, che qui trova un habitat unico grazie ai terreni vulcanici e al clima particolare. Questa varietà ha ottenuto il marchio D.O.P. ed è alla base di una tradizione gastronomica straordinaria. Dal celebre pesto di pistacchio alle creme, dai croccanti e torroni ai dolci da forno come panettoni e colombe, senza dimenticare piatti salati come gli arancini: tutto porta il segno inconfondibile di questo frutto prezioso. Passeggiando per il centro storico, si incontrano chiese di pregio come la Chiesa dell’Annunziata, la Chiesa del Rosario, San Giovanni e Santa Maria della Catena, testimonianze della sua ricca vita religiosa. Tra gli edifici civili spicca il settecentesco Collegio Capizzi, con la vicina Chiesa del Sacro Cuore, mentre poco fuori dal paese (a circa 13 km) sorge l’Abbazia di Santa Maria di Maniace, suggestivo esempio di architettura siculo-normanna immerso in un paesaggio senza tempo. Bronte, dunque, è una città che unisce mito e storia, arte e natura, tradizioni secolari e sapori unici, raccontando al visitatore l’anima più autentica della Sicilia.
| LUOGO | Bronte | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

15) Villa Bellini
Villa Bellini è il cuore verde di Catania e uno dei suoi giardini più antichi. Nata nel Settecento come residenza privata del principe Ignazio Paternò Castello, fu trasformata nell’Ottocento in parco pubblico e da allora è rimasta un luogo amato dai cittadini e dai visitatori. Il giardino si sviluppa intorno a due collinette che disegnano scenari sempre diversi: prati curati, siepi, viali alberati, fontane e sculture che creano un’atmosfera elegante e armoniosa. Dal maestoso ingresso di via Etnea, una scalinata conduce verso la sommità della collina meridionale, dove si trova il raffinato chiosco della Musica, padiglione in ferro battuto che un tempo ospitava concerti all’aperto. Poco distante, un punto panoramico regala una vista indimenticabile sulla cima fumante dell’Etna. Sul lato occidentale del parco si estende invece il viale degli Illustri, un suggestivo viale costellato di busti che celebrano grandi figure della storia di Catania e dell’Italia. Villa Bellini non è soltanto un giardino, ma un luogo di memoria e di incontro, capace di raccontare la storia della città tra natura, arte e cultura.
| LUOGO | Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

16) Lago Gurrida
Il Lago Gurrida è un piccolo gioiello naturale incastonato sul versante occidentale dell’Etna, tra i comuni di Bronte e Randazzo. La sua origine risale al 1536, quando una colata lavica laterale interruppe il corso del fiume Flascio, creando così questo specchio d’acqua che ancora oggi vive in simbiosi con il vulcano e con i suoi fenomeni naturali. L’alimentazione del lago è garantita dai rivoli e dai ruscelli che continuano a scorrere tra le rocce laviche, donandogli un aspetto sempre mutevole. Ciò che rende il Gurrida davvero affascinante è la sua natura “cangiante”: in inverno e in primavera, le abbondanti piogge e lo scioglimento delle nevi ingrossano il Flascio fino a far straripare il lago, che invade campi e vigneti circostanti creando scenari di rara suggestione, con le viti sommerse e il cono dell’Etna sullo sfondo. In estate, invece, può accadere l’opposto: il lago si prosciuga improvvisamente, scomparendo quasi del tutto, fenomeno dovuto alla permeabilità del fondale lavico che assorbe l’acqua per poi restituirla sotto forma di piccoli ruscelli e sorgenti, le cosiddette Favare di Santa Venera. Attorno al lago si sviluppa un ambiente ricco di biodiversità: pioppi, salici e roveti si alternano ai vigneti coltivati, mentre numerosi uccelli migratori, aironi, cicogne e persino tartarughe di palude trovano qui il loro habitat ideale. Capanni di osservazione permettono di praticare birdwatching, rendendo la visita un’esperienza ancora più immersiva. Il Gurrida è dunque un luogo in continuo divenire, specchio della forza della natura etnea e scenario unico per chi desidera vivere da vicino il legame profondo tra acqua, terra e fuoco.
| LUOGO | Randazzo | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

17) Oasi del Simeto
La Riserva Naturale Oasi del Simeto si estende alla foce del fiume più lungo di Sicilia e rappresenta uno dei più importanti polmoni verdi della provincia di Catania. Nata con lo scopo di favorire la sosta e la nidificazione della fauna selvatica e di ripristinare la vegetazione tipica degli ambienti mediterranei e dunali, l’area custodisce un mosaico di paesaggi che unisce zone umide, ambienti palustri, tratti fluviali e dune sabbiose. Qui si trovano luoghi di grande fascino come “le Salatelle”, il Lago di Gornalunga e la suggestiva “vecchia ansa” del Simeto, testimonianze di un territorio che un tempo era una vasta palude, bonificata nel dopoguerra a causa della malaria. La varietà di habitat favorisce una flora ricca e particolare, con specie rare come l’euforbia delle spiagge, la violacciocca e l’erioforo, mentre attorno al lago e alle zone palustri dominano la cannuccia di palude e la salicornia. L’Oasi è anche un paradiso per gli amanti del birdwatching: lungo i percorsi si possono osservare eleganti cavalieri d’Italia, fratini, usignoli di fiume e la rara moretta tabaccata. A questi si aggiungono ricci, conigli selvatici, roditori e rettili come la testuggine palustre europea, che trovano in quest’area un rifugio sicuro. La Riserva del Simeto, con i suoi scenari incontaminati e la sua straordinaria biodiversità, è un luogo dove natura, acqua e silenzio si fondono, offrendo al visitatore un’esperienza autentica di contatto con il paesaggio siciliano più selvaggio.
| LUOGO | Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

18) Santa Tecla
Santa Tecla, affacciata sul mar Ionio a pochi chilometri da Acireale, è un borgo che unisce natura selvaggia, antiche leggende e tradizioni popolari. Sorge su una suggestiva piattaforma lavica, dominata alle spalle dalla Timpa Falconiera, imponente costone oggi riserva naturale protetta, e protende il suo litorale in un ampio golfo che fin dall’antichità era conosciuto come Sinus S. Theclae. Già gli Arabi e, prima ancora, Bizantini e popolazioni locali ne avevano riconosciuto il valore strategico e commerciale, tanto che nelle cronache si ricordano mercati e scali per l’imbarco di legname e pietra lavica. La storia del borgo è segnata anche da episodi drammatici: nel Cinquecento Santa Tecla fu più volte teatro di incursioni piratesche, tanto che sullo scoglio dell’Apa venne costruita una garitta di guardia, ancora oggi visibile. Con il tempo il piccolo villaggio si è trasformato in un centro residenziale e balneare, divenendo parte della cosiddetta “Riviera dei Limoni”, celebre per la bellezza della costa e la ricca produzione agrumaria. Tra i monumenti spiccano la Chiesa Madre, che custodisce un dipinto di Santa Tecla del pittore Giacinto Platania, e il moderno e suggestivo Santuario della Madonna di Fatima, costruito in pietra lavica e a cielo aperto, molto amato dai fedeli e scelto come luogo di celebrazioni particolari. Da non perdere anche la selvaggia Grotta del Corvo, incastonata nella Timpa, e le piccole calette naturali della scogliera, come la caratteristica “Rinella”. Il borgo è fortemente legato alle sue tradizioni: ogni anno, ad agosto, si celebrano i solenni festeggiamenti in onore di Santa Tecla, con processioni di barche illuminate sul mare, spettacoli e fuochi d’artificio che rendono l’atmosfera unica. Oggi Santa Tecla è un luogo ideale per chi cerca il fascino di un paesaggio naturale incontaminato, la quiete di un borgo marinaro e il calore autentico della cultura siciliana.
| LUOGO | Acireale | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

19) San Giovanni Li Cuti
San Giovanni li Cuti è una delle borgate marinare più caratteristiche di Catania, oggi inglobata nella città ma capace di conservare ancora il fascino autentico di un piccolo villaggio di pescatori. Il suo nome unisce il riferimento a una chiesa dedicata a San Giovanni Battista – probabilmente non più esistente – con il termine siciliano “li cuti”, che indica gli scogli levigati di pietra lavica modellati dal mare. Affacciata sul Golfo di Catania, la borgata si sviluppa lungo un tratto di costa suggestivo, fatto di sabbia nera e scogliere basaltiche nate dalle antiche colate dell’Etna, che nei secoli hanno ridisegnato il paesaggio. La piccola spiaggia, racchiusa tra il porticciolo dei pescatori e alcuni lidi, è oggi una delle mete balneari più amate dai catanesi, soprattutto nei mesi estivi, quando si anima di bagnanti e turisti. L’area è stata attrezzata come spiaggia libera, con passerelle e servizi, pur mantenendo intatta la sua natura semplice e popolare. San Giovanni li Cuti è anche un luogo di ritrovo serale: i locali affacciati sul mare animano le notti estive, offrendo una cornice suggestiva con la scogliera lavica illuminata e il profilo dell’Etna sullo sfondo. Nonostante alcune difficoltà legate al degrado e alla manutenzione, la borgata conserva un’atmosfera unica, sospesa tra tradizione marinara e vocazione turistica. Oltre al mare e al paesaggio, merita menzione anche il legame con i luoghi di culto della zona, come la vicina Chiesa di San Giuseppe a Ognina, che testimonia la profonda religiosità della comunità locale. San Giovanni li Cuti resta così uno degli angoli più pittoreschi di Catania, dove storia, natura e vita quotidiana si incontrano in un equilibrio che continua ad affascinare chi lo visita.
| LUOGO | Catania | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

20) Grotta del Gelo
La Grotta del Gelo, sul versante nord dell’Etna, è un luogo unico e suggestivo: al suo interno custodisce ghiaccio perenne, tanto da essere considerata il ghiacciaio più meridionale d’Europa e dell’intero emisfero boreale. Situata a 2030 metri di altitudine, nel territorio di Randazzo, è oggi meta di escursionisti, turisti e studiosi, mentre in passato veniva utilizzata dai pastori per abbeverare le greggi. La grotta si è formata dopo l’imponente eruzione del 1614, che durò oltre dieci anni: dal raffreddamento della colata lavica nacque una galleria naturale, in grado di mantenere al suo interno temperature rigidissime che non superano mai i -6 °C, nemmeno in piena estate. Per raggiungerla occorrono circa cinque ore di cammino tra i sentieri lavici dell’Etna, ma lo spettacolo che offre ripaga della fatica: un ambiente silenzioso, avvolto dal buio e dal ghiaccio, che sembra sospeso nel tempo. Negli ultimi decenni la Grotta del Gelo ha registrato una riduzione del volume del ghiaccio, fenomeno seguito con attenzione dagli esperti del centro vulcanologico di Catania, che ne monitorano costantemente le condizioni. Questo straordinario sito naturale non è solo una meraviglia geologica, ma anche una testimonianza preziosa della storia eruttiva dell’Etna e dei delicati equilibri ambientali che lo caratterizzano.
| LUOGO | Etna | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

21) Area archeologica di Santa Venera al Pozzo
A pochi chilometri dal mare, su una verde altura immersa nel paesaggio etneo, si estende il complesso archeologico di Santa Venera al Pozzo, un’area di circa nove ettari che custodisce testimonianze di oltre due millenni di storia. La presenza di sorgenti termali, considerate sacre e benefiche sin dall’antichità, ha favorito qui la nascita di insediamenti già dal tardo Eneolitico. Nel V secolo a.C. l’area era sede di un centro di culto dedicato a Demetra e Kore, dee della fertilità, come attestano le statuette rinvenute e la cosiddetta Casa del Pithos, edificio sacro in cui l’acqua di un torrente veniva raccolta in grandi contenitori di terracotta. Con l’età romana il sito divenne noto come Acium, menzionato negli itinerari imperiali come mansio lungo la strada Messina–Catania. Qui sorgeva un imponente complesso termale, celebre tra i viaggiatori per le proprietà curative delle sue acque. Resti di ambienti e vasche testimoniano diverse fasi costruttive, dal I al IV secolo d.C. Accanto alle terme furono eretti un tempietto dedicato alle sorgenti e una villa rustica che, dal III secolo, fu trasformata in un vasto stabilimento produttivo con fornaci e officine per la lavorazione di laterizi e ceramiche. In epoca medievale, accanto alle antiche terme sorse la chiesa di Santa Venera, legata al culto della santa guaritrice. La fama del luogo fu tale che Alfonso il Magnanimo, nel 1422, vi istituì una grande fiera che attirava visitatori da tutta la Sicilia. Lo sfruttamento delle acque termali proseguì fino al XIX secolo, quando vennero convogliate verso il moderno impianto delle Terme di Acireale. Oggi il percorso di visita comprende l’antiquarium allestito nell’ex casa Pennisi dei baroni di Floristella, dove reperti e testimonianze archeologiche raccontano la lunga vicenda di Santa Venera al Pozzo, dall’età preistorica fino al Medioevo.
| LUOGO | Aci Catena | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

22) Trecastagni
Trecastagni, uno dei centri più suggestivi alle pendici dell’Etna, si adagia su un territorio collinare ricco di conetti vulcanici, tra cui il Monte Ilice e il Monte Gorna. La sua posizione, fra i comuni etnei e il Parco dell’Etna, lo rende un luogo panoramico privilegiato: da qui lo sguardo abbraccia lo Stretto di Messina e il Golfo di Augusta, regalando ampie vedute che uniscono mare e vulcano. Le origini del nome restano incerte: secondo la tradizione, potrebbe derivare dai “tre castagni” che un tempo sorgevano sul territorio, dai “tre casti agnelli” in memoria dei santi Alfio, Cirino e Filadelfo – patroni del paese – o ancora da antichi accampamenti militari. La storia del borgo è segnata da dominazioni e feudi, fino a diventare nel XVII secolo principato sotto la famiglia Di Giovanni, e in seguito passare al casato degli Alliata. Trecastagni custodisce un ricco patrimonio di chiese e monumenti: la Chiesa Madre di San Nicola, cuore religioso del paese, con la sua imponente scalinata; il Santuario dei Santi Martiri Alfio, Cirino e Filadelfo, meta di pellegrinaggi; la Chiesa del Bianco con il suo campanile settecentesco; e la Chiesa di Sant’Antonio di Padova, con altari lignei di pregio. Tra gli edifici civili spiccano il Palazzo dei Principi di Giovanni e il caratteristico Mulino a vento, un tempo fortificazione e poi segnale dei festeggiamenti popolari. Le tradizioni religiose e popolari segnano profondamente l’identità del borgo. Ogni anno, a maggio, migliaia di pellegrini partecipano alla spettacolare festa in onore dei tre santi martiri, caratterizzata da processioni, fuochi d’artificio e l’omaggio dei devoti vestiti di bianco e rosso. Non meno sentiti i festeggiamenti in onore di San Nicola di Bari, primo patrono del paese, che animano le vie di Trecastagni a dicembre. A queste celebrazioni si aggiungono eventi culturali e gastronomici come la Festa del Castagno e il Trecastagni International Music Festival, che confermano il ruolo del borgo come centro di vita comunitaria. Il territorio circostante, ricco di boschi, vigneti e colate laviche, offre numerosi itinerari naturalistici: il Monte Ilice, noto anche per aver ispirato Verga nella Storia di una capinera, e il Monte Gorna, ricoperto da castagneti, sono mete ideali per escursioni a piedi tra natura e panorami mozzafiato. Oggi Trecastagni conserva il fascino di un borgo etneo in cui storia, fede e natura si intrecciano, regalando al visitatore un’esperienza che unisce cultura, spiritualità e paesaggio.
| LUOGO | Trecastagni | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |








