Portato alla luce un frammento del Tempio di Zeus ritrovato a largo di Agrigento

Nelle acque al largo della costa di Agrigento, in Sicilia, un team di subacquei ha compiuto un recupero straordinario, riportando alla luce un pezzo prezioso di storia antica. L’operazione, condotta dal Nucleo Sommozzatori dell’Arma dei Carabinieri, ha consentito il recupero di un frammento di marmo che potrebbe appartenere al celebre Tempio di Zeus, un monumento iconico della gloriosa civiltà greca in Sicilia.
Il reperto, ritrovato nello specchio d’acqua antistante San Leone, poco distante dalla foce del fiume Akragas, raffigura un cavallo rampante, simbolo ricorrente nelle opere d’arte del periodo greco. Ricoperto di concrezioni marine, il reperto ha richiesto un’attenta opera di recupero, data la sua ubicazione a circa 300 metri dalla costa e a una profondità di 9 metri. La sua presenza era nota agli studiosi da tempo, ma era stata erroneamente identificata come una banale “vasca” nella carta archeologica locale. Grazie all’analisi delle foto del rilievo tridimensionale subacqueo, è emersa l’immagine di ciò che sembra essere un particolare del fregio del timpano di un tempio.
Il frammento di marmo recuperato, con dimensioni di 2 metri per 1,6 e uno spessore di 35 cm, getta nuova luce sulla storia e sull’architettura del Tempio di Zeus, un monumento che fu al centro delle attività di saccheggio dei templi antichi, rendendo plausibile l’ipotesi che le parti di queste strutture depredate, siano finite nel mare circostante.
Ora, grazie all’impegno degli esperti e alla tecnologia moderna, il frammento del Tempio di Zeus è pronto per essere studiato. E’ possibile che altri reperti giacciano ancora sul fondale marino, in attesa di essere riportati alla luce e di raccontare nuovi capitoli della storia antica della Sicilia.








