Itinerari a Messina

1) Piazza Duomo e l’Orologio Astronomico
La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta o Duomo di Messina, è la chiesa madre della città e sorge nel centro storico di Messina, con la facciata ed il campanile rivolti sull’ampia piazza del Duomo. Il sacro edificio ha pianta basilicale a tre navate, con transetto e tre absidi rivolte ad oriente secondo l’uso greco. Il tesoro del duomo di Messina è custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio, la ricchissima raccolta consta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria, opera della rinomata scuola orafa messinese. Il pezzo più prezioso del tesoro è la cosiddetta “Manta d’oro”. La cripta della cattedrale è rimasta intatta fino ai giorni nostri ed è composta da archi, colonnine e capitelli romanici. Il campanile contiene il concerto più grande di tutta la Sicilia composto da ben 8 campane! A Mezzogiorno, tutti i giorni parte il famoso carosello delle statue di bronzo, accompagnate dal suono dell’Ave Maria di Schubert! Nel campanile è presente anche l’orologio astronomico più grande del mondo! Nella piazza è presente anche la fontana di Orione definita “La più bella fontana del Cinquecento europeo”.
| LUOGO | Messina | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Alto |

2) Stretto di Messina e Madonnina del Porto
Lo stretto di Messina è un braccio di mare che separa la Calabria dalla Sicilia, collegando i mari Tirreno e Ionio e bagnando le città di Reggio Calabria e Messina. Nell’antichità era noto come Stretto di Scilla e Cariddi dal nome dei due mostri omonimi che secondo le leggende funestavano la navigazione tra Calabria e Sicilia. Le condizioni idrologiche dello stretto di Messina sono straordinarie, e altrettanto speciali sono i popolamenti che esso ospita. Le caratteristiche delle acque dello stretto determinano uno straordinario ecosistema, unico nel mar Mediterraneo! A rendere ancora più suggestivo il panorama dello stretto è la presenza della Stele della Madonna della Lettera posizionata nel porto di Messina! L’opera ospita sull’estremità superiore la statua modellata della Madonna del Porto che tiene in mano la sacra lettera.
| LUOGO | Messina | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Alto |

3) Torre Faro tra i Laghi di Ganzirri ed il Pilone
Torre Faro è una frazione del comune di Messina, situata sulla punta nord-est della Sicilia, sorge in corrispondenza di Capo Peloro, dove lo Stretto di Messina raggiunge il minimo della sua grandezza e la Calabria dista dalla Sicilia solo 3,6 km. L’area comprende anche i laghi di Ganzirri: uno dei sistemi lagunari più interessanti dell’Italia dal punto di vista scientifico ed è tutelato da un vincolo naturalistico e paesaggistico. Nel comprensorio di Ganzirri si trova il Lago Grande o Pantano Grande collegato al Lago Piccolo o Pantano Piccolo tramite il canale dei Margi. Il lago di Ganzirri è inoltre collegato direttamente con il Mare Ionio, mentre quello di Torre Faro con il Mar Tirreno. Rinomati in tutta la Sicilia sia per la tradizionale attività di molluschicultura sia come frequentata zona di villeggiatura dello Stretto, da qualche anno il lago di Ganzirri è stato inserito nell’area de la Riserva Naturale Orientata della Laguna di Capo Peloro. Sulla punta di Torre Faro sorge anche il Pilone dello Stretto, traliccio in disuso dell’elettrodotto ad alta tensione uno dei simboli più rappresentativi di Messina e dello stretto.
| LUOGO | Messina | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

4) Taormina, il Teatro Antico e l’Isola Bella
Taormina è uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della regione siciliana, conosciuta per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici. È situata su una collina a 206 m di altezza, sospesa tra rocce e mare, su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali, unico per varietà e contrasti, sulle pendici meridionali dei monti Peloritani della riviera ionica con l’Etna sullo sfondo. Il teatro antico di Taormina è il secondo teatro antico per dimensioni in Sicilia, dopo il teatro greco di Siracusa. L’impianto originario risale al III secolo a.C. e a partire dagli anni cinquanta il teatro è stato impiegato per varie forme di spettacolo che spaziano dal teatro ai concerti, dalle cerimonie di premiazione del David di Donatello ai concerti sinfonici, dall’opera lirica al balletto. Il teatro risulta scavato nella roccia e la scena ha per sfondo il mar Ionio e l’Etna. Ha un diametro massimo di 109 metri ed un’altezza di circa 20 metri. La cavea è suddivisa in nove settori da otto scale che consentono l’accesso degli spettatori. L’isola Bella è un’area naturale protetta situata nel comune di Taormina, chiamata anche “la perla del Mediterraneo” fu acquistata nel 1890 da Florence Trevelyan che la valorizzò costruendovi una casetta e piantumandovi rare essenze pregiate, specie non autoctone e arbusti rari. La riserva contiene un ambiente marino di grande varietà con dei fondali ricchi di relitti di navi e reperti archeologici.
| LUOGO | Taormina | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Alto |

5) Capo d’Orlando
Capo d’Orlando è un centro a prevalente vocazione turistica e commerciale del comprensorio dei Nebrodi, che si sviluppò come borgo di pescatori. Buona parte della cittadina sorge principalmente lungo una stretta pianura, chiusa tra il mare ed una fascia collinare che si estende parallelamente ad essa. Nel periodo estivo, la popolazione di Capo d’Orlando aumenta notevolmente, fino a raddoppiare l’attuale numero di abitanti. Sulla rocca di Capo d’Orlando è ubicato il santuario di Maria Santissima accanto ai resti del Castello. La sua fondazione è legata ad una serie di eventi straordinari, attribuiti ad una statua della Madonna lasciata, come narra la leggenda, da San Cono ai guardiani della torre del Capo, che portata in un primo momento a Naso, fu ricondotta in seguito con imponente processione sul promontorio nel Santuario appena ultimato, il 22 ottobre di quell’anno. Lungo il litorale di levante troviamo, lo splendido borgo di San Gregorio, protagonista della canzone Sapore di sale di Gino Paoli.
| LUOGO | Capo d’Orlando | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Alto |

6) Tindari e la Riserva Naturale dei Laghetti di Marinello
Tìndari è una frazione di Patti situata su un promontorio costiero che si sporge, da un’altezza di 268 m, a picco sul mar Tirreno e sulla Riserva naturale orientata dei laghetti di Marinello. La riserva ai piedi del promontorio è collegata all’area sacra e al parco archeologico mediante il sentiero denominato Coda di Volpe, via di pellegrinaggio al santuario mariano. Il Santuario di Tindari, si trova all’estremità orientale del promontorio, a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell’antica acropoli, dove una piccola chiesa era stata costruita sui resti della città abbandonata. La devozione alla “Matri ‘u Tinnaru” è indubbiamente tra le più antiche devozioni mariane in Sicilia, diffusa e festeggiata praticamente in tutta l’isola. La statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro proviene dall’Egitto. I resti della città antica si trovano nella zona archeologica, in discreto stato di conservazione, insieme al teatro che venne costruito in forme greche alla fine del IV secolo a.C. e in seguito rimaneggiato in epoca romana. Alla base del promontorio si trova una zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d’acqua, la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. La spiaggia è conosciuta con il nome di Marinello e vi sono legate diverse leggende. Secondo una di esse la spiaggia si sarebbe formata miracolosamente in seguito alla caduta di una bimba dalla terrazza del santuario, ritrovata poi sana e salva sulla spiaggia appena creatasi per il ritiro del mare. La madre della bambina, una pellegrina giunta da lontano, in seguito al miracolo, si sarebbe ricreduta sulla vera natura miracolosa della scultura, della quale aveva dubitato a causa dell’incarnato scuro della Vergine.
| LUOGO | Tindari | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

7) Montalbano d’Elicona e i Megaliti d’Argimusco
Montalbano Elicona è una cittadina che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia ed è stata proclamata “borgo dei borghi 2015”. È caratterizzata dalla presenza, nella parte antica dell’abitato, di un castello medievale che fu residenza estiva di re Federico III di Sicilia. La parte più antica del castello fu costruita dai Normanni, all’interno del maniero è presente la Cappella Palatina della Santissima Trinità, privilegio esclusivo dei sovrani. Nel comune di Montalbano Elicona ricade anche il sito Megaliti d’Argimusco: un altopiano che si trova poco a nord dell’Etna, all’incirca al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani. L’altopiano è molto panoramico in quanto si possono ammirare da vicino sia l’Etna che le isole Eolie. In questa zona sorgono numerosi roccioni di arenaria modellati in forma curiosa e suggestiva. Le pietre possiedono particolari forme, antropomorfe e zoomorfe, la cui natura è da associare all’erosione eolica sebbene la tradizione popolare le attribuisca ad un antico intervento umano.
| LUOGO | Montalbano d’Elicona | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

8) Milazzo e Capo Milazzo
Milazzo fu fondata dai Greci intorno al 716 a.C. e sorge all’inizio di una penisola lunga circa 8 km (Capo Milazzo) nel Mar Tirreno. Un primo monumento di grande interesse a Milazzo è il Duomo antico che si trova all’interno della città fortificata. A sovrastare il Borgo antico di Milazzo vi è la più estesa cittadella fortificata esistente in Sicilia: il castello di Milazzo, conosciuto anche come Cittadella fortificata di Milazzo. Il castello era tra le dimore predilette del sovrano Federico II di Sveva, quando in Sicilia voleva essere lontano dalla convulsa vita di corte palermitana nel Palazzo dei Normanni. Nell’estremità del capo è presente la Riserva marina del Promontorio di Capo Milazzo con la meravigliosa piscina di Venere. Nella parte finale del promontorio, vi è il Santuario di Sant’Antonio da Padova, un vero e proprio rifugio rupestre, dove il santo trovò riparo dopo essere naufragato su quella costa nel gennaio 1221 e poi trasformato in luogo di culto.
| LUOGO | Milazzo | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

9) Fiumara d’Arte e Piramide 38″ Parallelo
La Fiumara d’arte è un museo all’aperto costituito da una serie di dodici opere di artisti contemporanei ubicate lungo gli argini del fiume Tusa, nei pressi del comune di Tusa, che anticamente scorreva tra i monti Nebrodi, fino all’antica città di Halaesa. La fiumara nacque quando nel 1982 Antonio Presti commissionò a Pietro Consagra la prima scultura: La materia poteva non esserci. Nel corso degli anni le opere sono aumentate fino al 21 marzo 2010, quando venne inaugurata l’opera Piramide 38º parallelo: un tetraedro titanico cavo, realizzato in acciaio Corten, costruita su una altura in territorio di Motta d’Affermo, affacciata sul mare e in linea d’aria di fronte agli scavi dell’antica città di Halaesa. Nel punto in cui venne costruita, la Piramide è in asse col 38º parallelo.
| LUOGO | Tusa | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

10) Galati e la Cascata del Catafurco
Galati Mamertino è un comune del Parco dei Nebrodi, si tratta di un centro per lo più agricolo che vanta numerosi tesori e che conserva ancora un assetto urbanistico tipico dei quartieri medievali. Nel territorio è presente la cascata del Catafurco, una cascata naturale che si forma in corrispondenza di un dislivello di circa 30 m lungo il corso del torrente San Basilio, nel parco dei Nebrodi in territorio di Galati Mamertino. Alla base della cascata le acque si raccolgono in una cavità naturale, scavata nella roccia, chiamata Marmitta dei Giganti, dove, nella bella stagione, è possibile bagnarsi.
| LUOGO | Galati Mamertino | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

11) Monte Soro e Lago Maulazzo
Il monte Soro è la cima più alta dei monti Nebrodi dalla sua vetta è possibile vedere da nord a sud le Isole Eolie e l’Etna, ad est il rilievo Serra del Re che occlude la vista ai Monti Peloritani, a sud-ovest il Monte Altesina sui Monti Erei e ad ovest la catena dei Nebrodi e le Madonie. In inverno è tra le prime vette dell’isola ad essere coperta dalla neve che a volte può durare da novembre fino ad aprile. Alle pendici del Monte Soro sorge il lago Maulazzo (o Maullazzo), un bacino artificiale di circa 5 ettari di notevole importanza naturalistica e paesaggistica, incastonato nella superba faggeta di Sollazzo Verde. Questo lago offre scenari bellissimi, con colori ed atmosfere che cambiano nel corso delle stagioni, ed è particolarmente apprezzato da tutti gli appassionati di fotografia.
| LUOGO | Alcara li Fusi | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

12) Mistretta e la Valle delle Cascate
Mistretta è un comune del Parco dei Nebrodi in una zona ricca di selvaggina e famosa fin dall’antichità per il suo splendore naturalistico. Il panorama che si può ammirare dalle parti più alte del paese, è spettacolare: dai boscosi monti si scende con lo sguardo fino al mare, con sullo sfondo le Isole Eolie. Se a questo si aggiunge che durante l’inverno il paese è ricoperto di neve, lo scenario cui si può assistere è davvero incantevole. A circa quattro chilometri dal centro abitato, nella valle sottostante Montepiano, l’antica cittadina di Mistretta ha un sito naturalistico composto da un rilevante numero di cascate di varie dimensioni, attive prevalentemente dall’autunno fino alla tarda primavera. La più alta fra esse, si trova in contrada Pietrebianche e raggiunge oltre 33 metri, nel raggio di meno di 500 metri dalla più grande, se ne trovano altre sei, ciascuna con una propria caratteristica conformazione.
| LUOGO | Mistretta | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

13) Castelmola
Castelmola è un incantevole borgo inserito tra i più suggestivi d’Italia. Questa località, prevalentemente orientata al turismo, deve la sua fama alla sua vicinanza a Taormina. La cittadina si trova su un’altura a picco sul mar Ionio, ed è caratterizzata da un’atmosfera intima e ben conservata. Per raggiungere il punto più alto, è necessario percorrere un sentiero che parte dalla piazza principale del paese, chiamata Piazza Sant’Antonino, fino ad arrivare alle rovine di un castello. Alla piazza si affaccia un belvedere che offre una vista panoramica mozzafiato sulla costa ionica, sulla città di Taormina, sul mare e sulla costa Calabra. Le imponenti mura normanne sono tutto ciò che rimane della fortezza conosciuta come castello di Mola, la cui datazione esatta rimane incerta. Per secoli, il castello di Mola è stato il punto strategico chiave nella catena difensiva dei Peloritani, insieme ai castelli di Milazzo, Ficarra, Tripi, Castroreale, Castiglione e Francavilla. È stata una tappa obbligata per i vari conquistatori che desideravano assumere il controllo del territorio. La chiesa madre, ricostruita tra il 1934 e il 1935 sulle fondamenta della cattedrale precedente, è dedicata a San Nicola di Bari. Dal punto di vista architettonico, presenta una miscela di stili che spaziano dal romanico al gotico, dall’arabo al normanno.
| LUOGO | Castelmola | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

14) Fontana di Orione
La Fontana di Orione, gioiello rinascimentale nel cuore di Messina, troneggia in piazza Duomo dal 1553 ed è considerata una delle più belle fontane del Cinquecento europeo. Opera di Giovanni Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo, venne realizzata con la collaborazione di Domenico Vanello per celebrare un evento fondamentale nella storia della città: la costruzione del primo acquedotto messinese, che portava le acque limpide dei torrenti Camaro e Bordonaro. La fontana racconta la leggenda di Orione, mitico fondatore di Messina, raffigurato in cima alla struttura piramidale con ai piedi il fedele cane Sirio. Attorno a lui si dispongono con armonia figure mitologiche e simboliche: putti che cavalcano delfini, naiadi e tritoni, vasche ornate da creature marine e mostri acquatici. Nella grande vasca dodecagonale spiccano quattro statue raffiguranti i fiumi Nilo, Tevere, Ebro e Camaro, ciascuna accompagnata da distici latini composti dall’umanista messinese Francesco Maurolico. A completare la decorazione, una serie di bassorilievi ispirati alle Metamorfosi di Ovidio, che intrecciano mito e simbologia legata all’acqua. L’opera, realizzata in pregiati marmi di Carrara, non fu soltanto un capolavoro artistico ma anche un potente simbolo politico e culturale, pensato per celebrare la grandezza di Messina. Ammirata fin dal suo completamento, tanto da spingere il Senato cittadino a commissionare al Montorsoli anche la Fontana del Nettuno, la Fontana di Orione rimane ancora oggi una delle testimonianze più alte del Rinascimento in Sicilia e uno dei simboli più amati della città.
| LUOGO | Messina | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Alto |

15) Giardini Naxos
Giardini Naxos, affacciata sul mare della Sicilia orientale, è una delle località balneari più amate dell’isola, situata a pochi passi da Taormina. Il suo nome unisce la memoria dell’antico centro greco di Naxos, fondata nell’VIII secolo a.C. da coloni provenienti dall’Eubea, e quella di “Giardini”, che in origine indicava i terreni coltivati che circondavano il borgo. La storia del luogo è ricca e stratificata: già in epoca romana Naxos era nota come stazione lungo la strada consolare che portava a Siracusa; in età bizantina divenne approdo strategico per Taormina, mentre il dominio arabo lasciò in eredità toponimi ancora vivi, come il vicino fiume Alcantara. Nel XV secolo, tra campagne fertili e il profumo della canna da zucchero, la città iniziò a dotarsi di torri difensive e di un castello a Capo Schisò. In seguito, nel 1847, ottenne l’autonomia da Taormina, e qualche decennio dopo fu protagonista della storia nazionale: proprio dalla sua baia, nell’agosto 1860, partì Garibaldi con i suoi uomini per la spedizione verso la Calabria. Tra Ottocento e Novecento Giardini visse di agricoltura, pesca e artigianato, prima che il turismo balneare ne trasformasse il volto. Oggi il suo lungomare è un susseguirsi di lidi, ristoranti e strutture ricettive che richiamano visitatori da tutto il mondo, attratti dal mare cristallino e dalla vicinanza a Taormina. Il cuore del borgo antico è il Corso Umberto, elegante passeggiata che collega piazze e chiese, tra cui la Chiesa Madre di Santa Maria Raccomandata e la Chiesa di San Pancrazio. Simboli della città sono il Castello di Schisò, che domina la baia, e la Nike di Kalkis, statua bronzea eretta nel 1965 in memoria del gemellaggio con Calcide, patria dei coloni greci fondatori. Da non perdere anche il Parco Archeologico di Naxos, dove tra resti di mura e templi si rivive la grandezza della prima colonia greca di Sicilia. Oggi Giardini Naxos è la porta d’ingresso al mito: un luogo in cui storia e leggenda si fondono con il mare, il sole e la vitalità della sua gente.
| LUOGO | Giardini Naxos | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Alto |

16) Novara di Sicilia
Novara di Sicilia, piccolo borgo incastonato tra i Nebrodi e i Peloritani, sorge ai piedi della maestosa Rocca Salvatesta, da cui si ammira uno dei panorami più spettacolari della Sicilia. Le sue origini risalgono alla preistoria, con tracce di insediamenti rupestri, ma fu nel Medioevo che il paese assunse la forma attuale, grazie ai Berberi che edificarono il castello e ai Normanni che vi insediarono una colonia lombarda. Importante fu anche l’arrivo dei cistercensi guidati da Sant’Ugo, che nel XII secolo fondarono l’abbazia di Santa Maria Nucaria. Il centro storico custodisce chiese ed edifici di grande fascino: il Duomo di Santa Maria Assunta, con le sue tre navate e preziose opere d’arte, la raccolta chiesa di San Francesco del XIII secolo e l’Annunziata, che conserva un raffinato gruppo marmoreo cinquecentesco. Tra i palazzi civili spiccano Palazzo Stancanelli e Casa Fontana, testimonianze della tradizione degli scalpellini locali. Oggi Novara è un borgo di pietra che racconta secoli di storia e fede, un luogo suggestivo e silenzioso dove vivere l’autenticità della Sicilia più nascosta.
| LUOGO | Novara di Sicilia | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

17) Gole dell’Alcantara
Le Gole dell’Alcantara, uno dei luoghi naturali più suggestivi della Sicilia, si trovano nella valle omonima, tra i comuni di Castiglione di Sicilia e Motta Camastra. Qui il fiume Alcantara, nel corso di millenni, ha modellato la pietra lavica creando un canyon spettacolare, con pareti alte fino a 25 metri e larghe in alcuni punti appena due. Ciò che rende unico questo scenario è la forma dei basalti colonnari: la lava, raffreddandosi rapidamente a contatto con l’acqua, ha dato vita a geometrie naturali straordinarie, simili a canne d’organo, arpe o cataste, che ancora oggi incantano studiosi e visitatori. Il tratto più celebre è quello di contrada Larderia, dove le gole si estendono per circa 400 metri con pareti vertiginose che sfiorano i 50 metri d’altezza. Percorrendo il fiume si entra in un ambiente quasi irreale, in cui acqua e roccia dialogano da millenni, creando giochi di luce e riflessi. Non a caso artisti e viaggiatori hanno tentato più volte di catturare la bellezza di questo paesaggio, che nel 2010 ha ottenuto il riconoscimento europeo di Destinazione di Eccellenza (EDEN). Oggi le gole sono una meta turistica di grande richiamo, visitabili a piedi o con escursioni fluviali, ma restano soprattutto un capolavoro naturale, testimonianza viva della forza del vulcano e dell’acqua che insieme hanno scolpito un paesaggio unico al mondo.
| LUOGO | Motta Camastra | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

18) Parco dei Nebrodi
Il Parco dei Nebrodi è il più grande polmone verde della Sicilia, istituito nel 1993 e disteso tra le province di Messina, Catania ed Enna. Qui la natura mostra un volto inatteso dell’isola: montagne imponenti come il Monte Soro (1.847 m), boschi sconfinati di querce e faggi, laghi silenziosi come il Maulazzo e il Biviere, cascate e paesaggi selvaggi come le Rocche del Crasto. Le faggete dei Nebrodi sono tra le più meridionali d’Europa e custodiscono piante rare come la Petagnaea gussonei, mentre nei cieli volteggiano rapaci come il grifone e l’aquila reale. Nei pascoli si incontrano i caratteristici suini neri dei Nebrodi, simbolo di una tradizione gastronomica che offre salumi, formaggi e piatti legati alla pastorizia. Tra natura, borghi e sapori antichi, il Parco dei Nebrodi è un luogo autentico, dove il tempo rallenta e la Sicilia rivela la sua anima più segreta e sorprendente.
| LUOGO | Parco dei Nebrodi | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Medio |

19) Le Ceramiche di Santo Stefano di Camastra
Santo Stefano di Camastra, conosciuto come la “Città delle Ceramiche”, è un pittoresco borgo della costa tirrenica messinese, incastonato tra il mare e le pendici dei Nebrodi. Il paese, che oggi conta poco più di 4.000 abitanti, deve il suo nome alla chiesa normanna di Santo Stefano in Val Demone e porta l’appellativo “di Camastra” in onore del duca Giuseppe Lanza, artefice della sua ricostruzione dopo la terribile frana del 1682. Il borgo è celebre in tutta la Sicilia per la secolare tradizione della ceramica artistica, che qui prende forma in botteghe e laboratori dove ancora oggi si modellano a mano vasi, piatti, maioliche, coloratissime teste di moro e pigne portafortuna. Passeggiando per le vie del centro, le decorazioni in ceramica arricchiscono chiese, palazzi e persino le piazze, trasformando il paese in un museo a cielo aperto. A testimoniare questa arte, all’interno del maestoso Palazzo Trabia si trova il Museo Civico della Ceramica, custode della memoria e delle tecniche tramandate nei secoli. Oltre alla ceramica, Santo Stefano vanta una tradizione legata alla pesca, all’agricoltura – con la produzione di agrumi, olive e ortaggi – e alla pastorizia, che regala sapori autentici e genuini. Dalla terrazza naturale su cui sorge il borgo, lo sguardo si apre sul blu del Tirreno e sulle verdi montagne circostanti, regalando scorci di rara bellezza. Un luogo che unisce arte, tradizione e paesaggio, e che continua a sorprendere i visitatori con i suoi colori vivaci e l’accoglienza tipicamente siciliana.
| LUOGO | Santo Stefano di Camastra | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

20) Brolo e il Castello Medievale
Il Castello di Brolo, con la sua imponente torre medievale, domina ancora oggi il borgo e racconta una storia che intreccia realtà e leggenda. Citato già nel 1094 con il nome arabo Voab, “rocca marina”, fu per secoli presidio strategico a difesa della costa e punto di controllo dei traffici marittimi verso le isole Eolie. Costruito dai Lancia nel Quattrocento, conserva la cinta muraria, due portali, una corte con un elegante pozzo e il poderoso mastio a quattro livelli, collegati da una scala a chiocciola. Dalla sala di rappresentanza si accede al celebre balcone panoramico che regala vedute spettacolari sulla costa saracena e fino a Capo Calavà. A questo balcone è legata la leggenda di Maria La Bella, principessa innamorata che attendeva il suo giovane spasimante, tragicamente ucciso dal fratello geloso. Si racconta che il suo spirito ancora oggi vegli sui pescatori, augurando buona pesca o richiamandoli a riva durante le burrasche. Così il Castello di Brolo rimane un luogo di storia e fascino, sospeso tra mito e realtà.
| LUOGO | Brolo | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

21) Oliveri
Affacciato sul golfo omonimo, alle pendici del monte Tindari, il borgo di Oliveri custodisce una storia antica e suggestiva. Già descritto dallo scrittore arabo Edrisi come “un grazioso casale con un grande castello in riva al mare, terre fertili, mulini e un porto ricco di tonni”, fu a lungo legato alla sua celebre tonnara, tra le più importanti della Sicilia fino agli anni ’60. L’origine del nome si deve probabilmente al condottiero Carlo Oliveris, ricordato dagli abitanti per la sua cortesia. Il primo nucleo abitativo sorse sul monte Tindari, fondato dai Dori, e il territorio passò poi ai Romani, che ne apprezzarono la pescosità del mare, e successivamente ai monaci benedettini di Patti. Nel XIV secolo il feudo, il castello e la tonnara furono donati da Ferdinando d’Aragona al figlio. Il borgo, divenuto comune autonomo agli inizi dell’Ottocento, conserva oggi un’anima vivace e turistica. Tra i luoghi simbolo spiccano il castello medievale di origine araba, che domina dall’alto il paese, e le chiese di San Giuseppe e della Natività, punti di riferimento della devozione popolare. Oliveri, con le sue spiagge e il fascino delle lagune vicine, continua a incantare visitatori e viaggiatori, proprio come fece nell’Ottocento con Alexis de Tocqueville, che vi approdò durante il suo viaggio in Sicilia.
| LUOGO | Falcone | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

22) Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani
La Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani è uno dei gioielli architettonici di Messina e tra le testimonianze più preziose del Medioevo in città. Fu costruita tra il 1150 e il 1200, probabilmente sui resti di un antico tempio dedicato a Nettuno, a conferma della continuità storica e religiosa del luogo. In passato era conosciuta anche come Annunziata di Castellammare per la sua vicinanza alla fortezza che difendeva il porto e la darsena. Nel corso dei secoli subì diversi interventi: nel XIII secolo, dopo un terremoto, la chiesa fu accorciata e la facciata arretrata. Proprio allora vennero inseriti i tre portali che ancora oggi la caratterizzano, con il portale centrale sormontato dallo stemma aragonese. Il risultato è un insieme di elementi che mescolano stili diversi: tardo romanico nei capitelli, influssi bizantini negli stipiti, e richiami classici nei portali minori. L’interno rivela ancor più chiaramente questo dialogo di culture. Le colonne e i capitelli richiamano suggestioni arabe, la cordonatura dell’arco trionfale riflette modelli arabo-bizantini, mentre le alte finestre e la cupola si ispirano alla tradizione normanno-lombarda. La navata principale, coperta da una volta a botte di chiara impronta bizantina, aggiunge un ulteriore tassello a questo mosaico architettonico. Proprio questa mescolanza rende unica la chiesa dei Catalani: un edificio che custodisce in sé le tracce di mondi diversi – latino, bizantino e arabo – e che, nella sua armonia, racconta meglio di tante altre opere il carattere cosmopolita della Sicilia medievale.
| LUOGO | Messina | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

23) Museo Regionale Interdisciplinare
Il Museo Interdisciplinare Regionale di Messina, conosciuto anche come ‘’MuMe’’, è il cuore della memoria artistica della città e uno dei poli culturali più importanti della Sicilia. Ha sede in un complesso che unisce la suggestiva ex filanda Mellinghoff di fine Ottocento, oggi adibita a mostre temporanee, e l’antico monastero basiliano di San Salvatore dei Greci, che accoglie il percorso espositivo permanente. Dopo una lunga serie di lavori di recupero e adattamento, il museo si presenta oggi come uno spazio moderno e funzionale, capace di restituire al pubblico un racconto organico dell’arte figurativa messinese dal XII al XVIII secolo. Nelle sue sale trovano posto dipinti, sculture, oggetti d’arte e manufatti decorativi, con capolavori di artisti di fama internazionale come Antonello da Messina, Caravaggio e Francesco Laurana. L’itinerario museale segue un preciso ordine cronologico, reso ancor più intuitivo da un sistema cromatico che accompagna il visitatore attraverso le epoche artistiche: il blu introduce al Medioevo, il verde al Primo Rinascimento, il giallo al Rinascimento maturo, il rosso al Manierismo, il marrone a Caravaggio e ai suoi seguaci, il viola al Seicento, l’arancione al Settecento e infine il rosa all’Ottocento. In questo modo, la visita al MuMe diventa un vero e proprio viaggio nella storia dell’arte, che non solo custodisce tesori di inestimabile valore, ma restituisce anche il ruolo centrale di Messina come crocevia culturale del Mediterraneo.
| LUOGO | Messina | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

24) Villafranca Tirrena
Villafranca Tirrena, anticamente conosciuta come Briosa e poi come Bauso, è una cittadina affacciata sul mar Tirreno, situata a pochi chilometri da Messina. La sua storia affonda le radici nell’epoca normanna e raggiunge un momento di splendore nel XVI secolo, quando la famiglia Cottone ne fece un importante centro feudale, ricostruendo il castello che ancora oggi domina il paese. Elevata a contea e poi a principato, Villafranca visse secoli di prosperità fino a diventare comune autonomo nel 1825, assumendo l’attuale nome solo nel 1929. Per gran parte del Novecento fu uno dei poli industriali più importanti della provincia di Messina, con stabilimenti come l’Italcementi e la Pirelli, che segnarono la vita economica e sociale del territorio. Con la chiusura delle grandi industrie, l’economia locale si è gradualmente orientata verso il commercio e il turismo, pur mantenendo viva la sua vocazione produttiva. Dal punto di vista artistico e culturale, il borgo custodisce tesori come la Chiesa Madre di San Nicolò, con la preziosa Croce cinquecentesca e la statua marmorea della Madonna col Bambino. Nella frazione collinare di Calvaruso spicca il Santuario di Gesù Ecce Homo, custode di importanti opere d’arte e di un ricco Museo della Devozione. Meritano attenzione anche la Chiesa di Santa Margherita, con affreschi e tavole del Cinquecento, e il Museo della Medicina Ottavio Badessa, che conserva strumenti medici databili tra il Settecento e il Novecento. Oggi Villafranca Tirrena è un centro vivace che, tra storia, arte e nuove attività economiche, continua a rinnovarsi senza dimenticare le proprie radici.
| LUOGO | Villafranca Tirrena | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

25) Villa Romana di Patti
La Villa Romana di Patti Marina, risalente agli inizi del IV secolo d.C., venne scoperta casualmente nel 1973 durante i lavori per l’autostrada Messina-Palermo. Sorge ai piedi delle colline dove si trova l’attuale città di Patti e rappresenta uno dei siti archeologici più importanti della zona. Il complesso si sviluppa attorno a un grande peristilio quadrangolare, ornato da un portico e da splendidi mosaici policromi che raffigurano motivi geometrici e festoni di alloro. Intorno ad esso si dispongono gli ambienti privati e di rappresentanza, tra cui spicca il triclinium triabsidato, impreziosito da un articolato pavimento musivo. La villa era inoltre dotata di un impianto termale, con suspensurae, canalizzazioni e vasche, testimonianza del lusso e della raffinatezza del tempo. All’interno dell’area archeologica si trova l’Antiquarium, che conserva reperti e materiali provenienti dagli scavi, offrendo al visitatore un viaggio attraverso le diverse fasi storiche e trasformazioni del sito.
| LUOGO | Patti | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |

26) Rometta
Adagiata sui monti Peloritani e affacciata sul mar Tirreno, Rometta è un borgo di origini antichissime che custodisce una storia di grande rilievo strategico e culturale. Le prime tracce di vita risalgono al Neolitico e all’età del ferro, ma fu soprattutto in epoca bizantina che il paese assunse importanza: dal V secolo d.C., infatti, divenne rifugio per le popolazioni in fuga dalle invasioni e presto si trasformò in una vera e propria città-fortezza, capace di controllare l’accesso alla piana di Messina. Non a caso, Rometta fu l’ultima roccaforte bizantina a resistere all’avanzata araba, cadendo eroicamente dopo un lungo assedio nel 965. Il borgo custodisce preziose testimonianze del suo passato. Tra i monumenti principali spicca la chiesa di Santa Maria dei Cerei, in stile bizantino, con pianta a croce greca, eretta tra il V e il VI secolo, e la chiesa madre di Maria Santissima Assunta, che conserva una tavola cinquecentesca della Madonna col Bambino. Da ricordare anche le chiese minori, come quella della Madonna della Scala e il convento dei Cappuccini, oltre ai resti del Palatium Federiciano, un tempo palazzo fortificato e residenza nobiliare. Nei dintorni, merita menzione il suggestivo borgo rurale Pantano, oggi abbandonato ma in fase di recupero, e la frazione costiera di Rometta Marea, con la chiesa di Sant’Antonio di Padova. Rometta, con il suo intreccio di vicende bizantine, arabe e normanne, resta così una delle località più ricche di storia della Sicilia nord-orientale.
| LUOGO | Rometta | |
| DIFFICOLTA’ | ||
| TURISMO | Basso |








