COSA VEDERE A RAGUSA?

Itinerario provincia di Ragusa: Ragusa è una città che si estende nella Sicilia sud-orientale, è il capoluogo di provincia più a sud d’Italia.

Itinerari a Ragusa

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1) Ragusa Ibla

Ragusa è chiamata la “città dei ponti” per la presenza di tre strutture molto pittoresche e di valore storico. Nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell’intera città, la ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo, la divise in due grandi quartieri: da una parte Ragusa superiore, situata sull’altopiano, dall’altra Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell’antica città e ricostruita secondo l’antico impianto medioevale. I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati dichiarati nel 2002 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Ragusa è uno dei luoghi più importanti per la presenza di testimonianze d’arte barocca, come le sue chiese e i suoi palazzi settecenteschi. Ragusa Ibla è il quartiere più antico del centro storico di Ragusa, chiamato anche soltanto Ibla si trova nella parte orientale della città, sopra una collina. L’antica città contiene oltre cinquanta chiese e numerosi palazzi in stile barocco. Il Duomo di San Giorgio è la massima espressione del Barocco del Val di Noto. La sua collocazione al termine di un’alta scalinata e la sua posizione obliqua rispetto alla piazza sottostante ne accentuano l’imponenza. Sopra le porte laterali sono conservati i due simulacri che vengono portati in processione per le strade, durante la festa patronale di San Giorgio. Le finestre della navata centrale sono chiuse da vetri colorati, artisticamente istoriati. La Cattedrale di San Giovanni Battista, è fra le più grandi chiese della Sicilia: possiede una maestosa facciata, ricca di intagli e sculture, è divisa in cinque partiti da grandi colonne, sul lato sinistro svetta il campanile che si innalza per oltre 50 metri.

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2) Il Giardino Ibleo

Nella parte più orientale di Ragusa Ibla, si trova il Giardino Ibleo e sono inoltre presenti gli scavi di un’antica città che secondo diversi storici sarebbe identificabile con l’Hybla Heraia. Sorge su uno sperone di roccia che si affaccia sulla vallata dell’Irminio, l’ingresso è costituito da un magnifico viale fiancheggiato da numerose palme, è assai ben curato e adornato con panchine ben scolpite, colonne con vasi in pietra scolpiti in forme diverse e una elegante balconata con recinzione in calcare. Imponente al centro della villa il monumento ai caduti della grande guerra. All’interno si trovano la chiesa di San Vincenzo Ferreri, la chiesa di San Giacomo e la chiesa dei Cappuccini.

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3) Cava d’Ispica

Cava Ispica è una vallata fluviale che per 13 km incide l’altopiano ibleo, tra le città di Modica e Ispica. La vallata, immersa nella tipica vegetazione della macchia mediterranea, custodisce necropoli preistoriche, catacombe cristiane, oratori rupestri, eremi monastici e nuclei abitativi di tipologia varia che si sono succeduti ininterrottamente dalla Preistoria fino almeno al XIV secolo. Nell’area terminale della vallata nel territorio di Ispica, a ridosso della città, il sito prende il nome di “Parco Forza”. Nel Parco Archeologico di Cava Ispica sono presenti numerose catacombe, la più nota è denominata Larderia: la più grande della Sicilia, dopo quella di S. Giovanni a Siracusa. Si trova all’estremo nord della Cava Ispica e fa parte di un grande complesso sepolcrale. L’ingresso della catacomba immette in un ampio vestibolo, da cui si dipartono tre corridoi. In essa abbondano arcosoli e numerosi sarcofagi massicci in nicchie contigue, snellite da colonnine e finestrelle ad arco tondo o vagamente ogivale. Queste tombe a sarcofago rialzato costituiscono la caratteristica più saliente dell’intero ipogeo. Nel sito è presente anche la Chiesa rupestre di Santa Maria alla Cava dove sono ben visibili tracce di un affresco di crocifissione con una didascalia in latino. Il Castello Siculo è un’opera talmente monumentale e complessa che riesce difficile pensare che possa essere stato il frutto del lavoro di una sola generazione. Si tratta di una parete calcarea, alta trenta metri, che ospita una vera e propria fortezza. La singolarità del Castello sta soprattutto nella inconsueta architettura dei suoi quattro piani, collegati fra loro da scale interne ancora visibili, con incavi per l’arrampicata e da scale esterne.

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4) Castello di Donnafugata

Il castello di Donnafugata si trova nel territorio del comune di Ragusa, a circa 15 chilometri dalla città. L’attuale costruzione, al contrario di quanto il nome possa far pensare, è una sontuosa dimora nobiliare del tardo ‘800. Fin dall’arrivo il castello rivela la sua sontuosità: l’edificio copre un’area di oltre 7500 metri quadrati su 3 piani in stile neogotico, coronata da due torri laterali accoglie i visitatori. Il castello, diviso su tre piani, conta oltre 120 stanze di cui una ventina sono oggi fruibili ai visitatori; vi si accede mediante una grande scalinata monumentale in pietra-pece. Visitando le stanze che contengono ancora gli arredi ed i mobili originali dell’epoca, sembra quasi di fare un salto nel passato, nell’epoca degli ultimi “gattopardi”. Intorno al castello si trova un ampio e monumentale parco di 8 ettari. Contava oltre 1500 specie vegetali e varie “distrazioni” che dovevano allietare e divertire gli ospiti, come il tempietto circolare, la coffee house, alcune “grotte” artificiali dotate di finte stalattiti o il particolare labirinto in pietra costruito nella tipica muratura a secco del ragusano. Molto particolare è il fatto che nel parco si trovino degli scherzi che il barone ha fatto disporre per allietare le giornate, altrimenti noiose, al castello. Un esempio: su di un sedile è stato posizionato un irrigatore, che entrava in funzione quando un ospite ci si sedeva sopra. Un altro scherzo del barone burlone veniva attivato quando aprivano una particolare cappella posta in fondo al parco – ne usciva un monaco di pezza, spaventando la vittima dello scherzo.

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5) Modica

Modica è una città di origini neolitiche, fino al XIX secolo è stata capitale di una contea che ha esercitato una vasta influenza politica, economica e culturale. Il suo centro storico, ricostruito a seguito del devastante terremoto del 1693, costituisce uno degli esempi più significativi di architettura tardo barocca. Per i suoi capolavori la città è stata inclusa nel 2002, insieme ad alcuni centri del Val di Noto, nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. È nota anche per la preparazione del tipico cioccolato, prodotto seguendo un’antica ricetta azteca, da cui deriva la ricetta modicana. Il tessuto urbano, adagiato sui fianchi delle due vallate e sui pianori delle colline sovrastanti, è un intrigo di casette, viuzze e lunghe scale, che non possono non ricordare l’impianto medievale del centro storico, tutto avviluppato intorno allo sperone della collina del Pizzo, sul quale poggiava il Castello: presidio fortificato militare e carcerario, residenza dei Conti. Il Duomo di San Giorgio in Modica viene spesso indicato e segnalato come monumento simbolo del Barocco siciliano tipico di questo estremo lembo d’Italia. La facciata attuale fu realizzata modificando, con parziali demolizioni, quella secentesca preesistente. Una scenografica scalinata di 164 gradini, conduce ai cinque portali del tempio, che fanno da preludio alle cinque navate interne della chiesa, che ha pianta basilicale a croce latina e tre absidi dopo il transetto. L’interno della chiesa è a cinque navate, con 22 colonne sormontate da capitelli corinzi. Il tempio è dedicato ai martiri san Giorgio e sant’Ippolito.

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6) Scicli

Scicli è una monumentale città barocca dalle forme di un eccelso presepe vivente, nel 2002 il suo centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO, insieme con altri sette comuni nella lista delle Città tardo barocche del Val di Noto. Tra i suoi principali monumenti vi è la Chiesa di San Matteo: simbolo di Scicli ed edificio ecclesiastico più antico della città, situato sul colle di San Matteo della città vecchia. Il Palazzo Beneventano fu definito il più bel palazzo barocco di Sicilia, si trova alle pendici del Colle di San Matteo in posizione baricentrica tra l’antica cittadella fortificata sita in cima all’altura e la moderna città settecentesca adagiata nei due canyon di Santa Maria La Nova e di San Bartolomeo. Caratteristici mascheroni adornano i due monumentali prospetti legati da un notevole cantonale. In cima a questo svetta lo stemma coronato dei Beneventano decorato da due teste di mori, ormai uno dei simboli della Città. Il territorio di Scicli ha il litorale più esteso fra tutti i comuni della provincia di Ragusa. La fascia costiera che va da Pozzallo a Marina di Ragusa è fortemente antropizzata sebbene conservi in più punti zone incontaminate e selvagge.

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7) Casa di Montalbano e Punta Secca

Punta Secca è una frazione di Santa Croce Camerina. Il borgo deve la sua recente popolarità al fatto che qui è stato ambientato uno dei set cinematografici della serie televisiva Il commissario Montalbano. La casa di Salvo Montalbano è infatti situata, nelle serie, in una villetta nella piazzetta del borgo.

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8) Monterosso Almo

Monterosso Almo dista 28 chilometri da Ragusa ed è uno dei tre comuni montani della provincia, sorge sui Monti Iblei a pochi chilometri dalla vetta di Monte Lauro. La basilica di San Giovanni Battista è il principale luogo di interesse della città, arricchita con la statua di Santa Maria dei Pericoli.

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9) Sampieri

Sampieri è una frazione marinara, nel comune di Scicli, in provincia di Ragusa. Nota località balneare, antico ed affascinante borgo di pescatori, dal minuscolo e romantico centro storico di case in pietra e stradine lastricate, è situata lungo uno sperone di roccia calcarea, compreso tra due spiagge di finissima sabbia dorata. All’estremità orientale della spiaggia maggiore della borgata ed alla sommità di una falesia di circa 5 m di altezza, domina il paesaggio litoraneo la Fornace Penna. Lo stabilimento produceva laterizi che venivano esportati in molti paesi mediterranei, la cessazione dell’attività dello stabilimento avvenne durante la notte del 26 gennaio 1924, a causa di un incendio doloso che lo distrusse in poche ore.

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10) Donnalucata

Donnalucata è una frazione marinara del comune di Scicli, qui nel 1091, il conte Ruggero d’Altavilla sconfisse i saraceni, secondo una leggenda religiosa, grazie all’intervento della Madonna detta poi delle Milizie, e in tale luogo fu costruito un santuario. Attorno al santuario e ad una torre costiera si sviluppa nei secoli il borgo. La costa è caratterizzata da ampie spiagge di fine sabbia dorata, che in estate diventano meta di folle di vacanzieri.

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11) Cattedrale di San Giovanni Battista

Sorta dopo il terribile terremoto del 1693, Ragusa Superiore nacque come nuovo centro abitato sull’altopiano, destinato a diventare il cuore amministrativo e moderno della città, in contrapposizione alla più antica Ragusa Ibla. Qui, secondo un disegno urbanistico razionale e ordinato, trovarono spazio strade larghe, edifici nobiliari e chiese monumentali che ancora oggi caratterizzano il tessuto urbano. In questo contesto prese forma la Cattedrale di San Giovanni Battista, emblema del nuovo corso cittadino. Dedicata al santo patrono, la chiesa originaria sorgeva nei pressi del castello medievale, ma fu quasi del tutto distrutta dal sisma. La ricostruzione venne avviata nel 1694 nella contrada “del Patro”, dove si stava sviluppando il nuovo abitato. In pochi mesi fu completata una prima, piccola chiesa, sostituita poi da un edificio più ampio, la cui costruzione iniziò nel 1718, con la collaborazione di maestranze provenienti da Acireale. L’attuale facciata è un capolavoro del barocco ibleo: articolata su due ordini, scandita da colonne e lesene bugnate, è arricchita da statue e intagli, con al centro l’imponente portale che accoglie i fedeli. Davanti si apre un ampio sagrato, cinto da una balaustra in pietra pece. Sul lato sinistro si eleva il campanile alto circa 50 metri, mentre all’interno, a croce latina, spiccano i capitelli scolpiti e dorati, le volte decorate da stucchi rococò dei fratelli Gianforma e le grandi tele settecentesche che arricchiscono i transetti. Nel 1783 fu innalzata la cupola, rivestita in seguito da lastre di rame, mentre nell’Ottocento vennero rinnovati pavimenti e altari laterali e costruito il grande organo “Serassi”, con cantoria lignea scolpita e dorata. Con l’istituzione della diocesi di Ragusa, nel 1950, la chiesa divenne ufficialmente Cattedrale, centro religioso e simbolico della città nuova.

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12) Marina di Ragusa

Marina di Ragusa, anticamente conosciuta come Mazzareddi, è oggi una delle località balneari più vivaci e frequentate della Sicilia sud-orientale. Sorge lungo la costa ragusana, affacciata sul Canale di Malta, a circa 24 km dal capoluogo, ed è il cuore della villeggiatura estiva: durante la stagione turistica la popolazione arriva a superare le 60.000 presenze. Il nome originario, Mazzarelli, derivava dall’arabo Marsa A’Rillah, “piccolo approdo”, a ricordare le sue antiche radici marinare. Qui, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, fu edificata la Torre Celestre, a difesa della costa, attorno alla quale si sviluppò un piccolo nucleo abitato. La zona, però, rimase per secoli poco popolata, segnata dalla vicinanza alla paludosa foce del fiume Irminio, bonificata soltanto nel Settecento. La vera crescita arrivò nell’Ottocento, quando Marina di Ragusa divenne un attivo centro commerciale legato all’esportazione di pietra pece e di carrube, molto richieste soprattutto dai mercanti inglesi. Nel 1928, durante il regime fascista, il borgo cambiò ufficialmente nome in Marina di Ragusa, cancellando la storica denominazione di Mazzarelli per sottolinearne il legame con il capoluogo e promuoverne il futuro sviluppo turistico. Una scelta imposta dall’alto che non ha però mai cancellato del tutto la memoria popolare del vecchio nome, ancora oggi rivendicato da molte iniziative locali. Oggi Marina di Ragusa si presenta come un centro moderno e dinamico, con ampie spiagge dorate che si estendono tra la riserva naturale del fiume Irminio e il nuovo porto turistico. Lungo i due lungomari, Andrea Doria e Mediterraneo, si susseguono stabilimenti balneari, ristoranti, bar e locali che animano le serate estive. La località ha ottenuto più volte la Bandiera Blu, a conferma della qualità delle sue acque e dei servizi offerti ai visitatori. Così, tra mare cristallino, spiagge attrezzate e un entroterra fertile, Marina di Ragusa è diventata negli anni una delle mete più amate del litorale ibleo, capace di coniugare tradizione marinara e vocazione turistica.

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13) Basilica di Santa Maria Maggiore ad Ispica

Situata nella Sicilia sud-orientale, Ispica è una città che conserva un ricco patrimonio storico e artistico, celebre per la suggestiva Cava d’Ispica e per i suoi monumenti barocchi. Tra questi spicca la Basilica di Santa Maria Maggiore, edificata subito dopo il terremoto del 1693 per accogliere il simulacro del Santissimo Cristo alla Colonna, miracolosamente scampato alla distruzione della precedente chiesa. Il tempio venne ampliato nel corso del Settecento grazie al contributo di architetti come Rosario Gagliardi e Vincenzo Sinatra, che ne realizzò il maestoso loggiato semicircolare ispirato a Piazza San Pietro. L’interno, a tre navate, custodisce un apparato decorativo di straordinario valore: gli affreschi di Olivio Sozzi, tra i più importanti del barocco siciliano, narrano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, culminando in grandiose scene come il Trionfo della Fede e il Trionfo della Croce. Le cappelle laterali, riccamente ornate, custodiscono statue e opere devozionali molto care alla tradizione ispicense, come quelle dedicate all’Assunta e all’Addolorata. L’eleganza architettonica, unita alla ricchezza pittorica e plastica, ha reso la basilica un vero scrigno d’arte, tanto da essere dichiarata monumento nazionale nel 1908. Oggi la Basilica di Santa Maria Maggiore non è solo uno dei luoghi di culto più importanti della città, ma anche una delle testimonianze più rappresentative del barocco ibleo, capace di raccontare, attraverso le sue forme e i suoi colori, la rinascita di Ispica dopo la tragedia del terremoto.

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14) Pozzallo

Pozzallo, affacciata sulla costa sud-orientale della Sicilia, è una vivace località balneare che unisce al fascino naturale del mare una storia antica e un’atmosfera accogliente. Le sue spiagge di sabbia dorata e le acque limpide del Mediterraneo le hanno valso più volte il riconoscimento della Bandiera Blu, a testimonianza della qualità ambientale e dei servizi. Tra le più amate c’è la lunga distesa di Santa Maria del Focallo, oasi di relax e tranquillità, ideale per chi cerca una spiaggia meno affollata.Pozzallo è anche la “città terrazza sul Mediterraneo”, luogo perfetto non solo per chi desidera bagni di sole e nuotate rigeneranti, ma anche per gli sportivi: i fondali bassi e il vento costante ne fanno una meta privilegiata per gli appassionati di windsurf e kitesurf. Il centro storico custodisce le tracce della sua identità. La Torre Cabrera, eretta nel XV secolo per difendere il borgo dagli attacchi corsari e poi colpita dal sisma del 1693, resta ancora oggi un suggestivo simbolo della città. Tra le altre tappe da non perdere ci sono la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, legata alla devozione dei marinai, e Villa Tedeschi, residenza storica della famiglia che per secoli ha dominato Pozzallo, oggi sede della biblioteca comunale. Tra mare, cultura e tradizioni, Pozzallo offre un’esperienza completa, con lo sguardo sempre rivolto verso l’orizzonte del Mediterraneo.

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15) Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte Gulfi, adagiata sui Monti Iblei, è una cittadina elegante e suggestiva, celebre per la sua posizione panoramica che abbraccia un orizzonte vastissimo: dall’Etna fino al Golfo di Gela. Non a caso è conosciuta come il “Balcone di Sicilia”. Fondata dal conte normanno Manfredi I Chiaramonte, custodisce un centro storico che sorprende per la ricchezza di chiese, palazzi e vicoli caratteristici, ma soprattutto per l’incredibile concentrazione di musei: ben otto, tutti gestiti con cura dalla Pro Loco, che rendono Chiaramonte un piccolo gioiello culturale del Val di Noto. All’ingresso del paese sorge il Santuario di Maria Santissima di Gulfi, con la venerata statua marmorea della Madonna, protagonista di una solenne festa processionale che si celebra ogni anno la domenica dopo Pasqua, recentemente riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO. Nel cuore del centro storico, in Piazza Duomo, si erge la Chiesa Madre, accanto alla quale si trovano il Museo dei Cimeli Storico-Militari e il Museo di Arte Sacra, che custodisce paramenti liturgici, argenti e un suggestivo presepe meccanico. Tra i palazzi più affascinanti spicca il settecentesco Palazzo Montesano, che ospita numerosi spazi espositivi: dal Museo dell’Olio, con antiche attrezzature legate alla produzione dell’olio DOP Monti Iblei, alla Casa Museo Liberty, fino al Museo Ornitologico, al Museo degli Strumenti Etnico-Musicali e alla preziosa Pinacoteca Giovanni De Vita. Qui trovano posto anche il Museo Archeologico Antonino Di Vita e la collezione di ebanisteria “Sotie di Legno”. Passeggiando tra i vicoli più antichi si incontra l’Arco dell’Annunziata e la Chiesa di San Giovanni Battista, legata ai Cavalieri di Malta. Poco distante, il Museo del Ricamo e dello Sfilato Siciliano conserva oltre 200 manufatti finemente decorati, testimonianza di un’arte tessile tramandata dalle donne del luogo. Completano il percorso le tante chiese del borgo – San Vito, San Giuseppe, San Filippo, Santa Maria del Gesù – e il Palazzo Comunale, con la sua facciata liberty e la fontana scenografica. Ma la sorpresa più emozionante si trova nella Villa Comunale: dal belvedere, lo sguardo si apre su un panorama sconfinato, che regala l’ennesima conferma di quanto Chiaramonte Gulfi sia, davvero, la “città dalle mille sorprese”.

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16) Giarratana

Giarratana, piccolo borgo dei Monti Iblei con poco più di 3.000 abitanti, è il comune meno esteso della provincia di Ragusa, ma racchiude una storia millenaria e un patrimonio archeologico di grande interesse. Adagiata sulle pendici del Monte Lauro, la cittadina gode di un clima mite, protetta da un anello di colline e attraversata da corsi d’acqua che confluiscono nel fiume Irminio. Le origini del territorio risalgono al II millennio a.C., con tracce dei Siculi e importanti testimonianze greche nella vicina Casmene, colonia siracusana fondata nel 644 a.C., caratterizzata da un impianto urbano ordinato e da un’imponente cinta muraria. Dell’età romana rimane una villa tardo-imperiale con splendidi mosaici, mentre a contrada Calaforno si trova un eccezionale ipogeo preistorico con oltre 30 camere, tra le necropoli più rilevanti dell’isola. Il borgo medievale, di cui oggi restano i ruderi nell’area di Terravecchia, fu fortificato dai Normanni e retto nei secoli da nobili famiglie feudali, fino a entrare a far parte della Contea di Modica. Dopo il devastante terremoto del 1693, che distrusse l’antico abitato, Giarratana fu ricostruita più a sud, sull’attuale collina, dando vita a un nuovo impianto urbano con al centro le sue principali chiese: la Basilica di Sant’Antonio Abate, la Chiesa di San Bartolomeo – custode delle reliquie della santa patrona Ilaria – e la Chiesa Madre dell’Annunziata, che conserva importanti opere d’arte sacra. Tra i luoghi da visitare spiccano anche i ruderi del Castello dei Settimo, edificato nel 1703, il Museo a cielo aperto “ù Cuozzu”, che documenta le radici antiche del paese, e i numerosi siti archeologici e ipogei sparsi nelle campagne circostanti. Oggi Giarratana è nota anche per le sue tradizioni enogastronomiche, prima fra tutte la cipolla di Giarratana, dal sapore dolce e delicato, diventata presidio identitario della comunità. Passeggiare tra i suoi vicoli, tra memorie antiche e atmosfere di paese, significa immergersi in una Sicilia autentica, dove la storia millenaria convive con la genuinità delle tradizioni locali.

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17) Cave Gonfalone

La Cava Gonfalone, situata a Ragusa, è uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale in Sicilia. Ricavata dall’estrazione della pietra calcarea che per secoli ha fornito i materiali da costruzione alla città, oggi si presenta come un vasto ingrottato di circa un ettaro e mezzo, un luogo sospeso tra natura e artificio. La cava colpisce per i suoi enormi piloni di sostegno, per i segni del piccone ancora visibili sulle pareti e per il suggestivo gioco di luci e ombre che si alterna tra gli ingressi abbaglianti e il buio profondo delle gallerie, dove si trova anche un piccolo lago. Definita un “non luogo”, la Gonfalone è allo stesso tempo interno ed esterno, silenziosa e viva, cava e architettura: un vuoto che racconta per sottrazione la storia della città che da essa ha preso forma. Dopo anni di chiusura, l’amministrazione comunale ha restituito alla fruizione pubblica questo straordinario spazio nel 2021, con un progetto sperimentale che ha visto l’organizzazione di visite guidate, percorsi teatralizzati, degustazioni e concerti. La grande cavità si è trasformata così in una scenografica “cattedrale sotterranea”, capace di accogliere spettacoli di musica e teatro in un contesto unico. Il successo dell’iniziativa – con oltre 1700 visitatori nei primi mesi di apertura – ha confermato il potenziale di questo luogo, che oggi rappresenta non solo una testimonianza del passato produttivo di Ragusa, ma anche uno spazio culturale denso di fascino e possibilità.

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Foto di @andreapatriarca

18) Museo Archeologico Ibleo

Il Museo Archeologico Ibleo di Ragusa, ospitato al primo piano del Palazzo Mediterraneo nei pressi di via Roma e del Ponte Nuovo, custodisce la memoria più antica del territorio ibleo. Nato alla fine degli anni Cinquanta e arricchito negli anni successivi, il museo offre un affascinante percorso che racconta la storia della provincia di Ragusa dal Neolitico fino alla tarda antichità. Le sei sezioni in cui è suddiviso permettono al visitatore di ripercorrere, passo dopo passo, le tappe fondamentali della civiltà nel cuore degli Iblei: dalle ceramiche preistoriche alle necropoli di Kamarina, dalle testimonianze degli abitati siculi come Monte Casasia e Castiglione, fino ai resti dei centri ellenistici e romani. Di particolare rilievo è il celebre “Guerriero di Castiglione”, una lastra in calcare che rappresenta una delle immagini più iconiche dell’archeologia siciliana, accanto alla suggestiva ricostruzione di una fornace del IV secolo a.C. proveniente da Scornavacche. Non mancano i pavimenti musivi di una chiesa bizantina e reperti provenienti dagli insediamenti tardo-romani di Kaukana e della Grotta delle Trebacche. Il museo non è solo una raccolta di reperti, ma un vero viaggio nel tempo, capace di restituire al visitatore la complessità e la ricchezza delle civiltà che hanno abitato gli Iblei.

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19) Riserva naturale Macchia Foresta del Fiume Irminio

La Riserva naturale Macchia Foresta del Fiume Irminio, istituita nel 1985, si estende tra i comuni di Ragusa e Scicli, lungo la foce dell’Irminio, in uno degli angoli più suggestivi della costa iblea. L’area, che alterna spiagge sabbiose e falesie a picco sul mare, è caratterizzata da dune modellate dai venti che rendono il paesaggio in continua trasformazione. La riserva custodisce un ricco patrimonio di flora mediterranea, con lentisco, ginepro, timo, palma nana, giglio di mare e ravastrello, mentre lungo le sponde del fiume crescono pioppi e salici che danno origine alla piccola foresta da cui l’area prende il nome. La fauna è altrettanto varia: la zona è punto di sosta per numerosi uccelli migratori, come cavalieri d’Italia, garzette, martin pescatori e cormorani, oltre a rapaci come la poiana e il falco. Nei terreni interni non mancano conigli selvatici e volpi, mentre nelle acque trovano rifugio rane, rospi e persino le nutrie, specie introdotta negli ultimi decenni. Un luogo dove natura, fiume e mare si incontrano, offrendo al visitatore un’oasi di biodiversità unica in Sicilia.

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